Le pagelle di Atalanta -Fiorentina (0-2)

larrondoVIVIANO 6,5: Sembra avere la calamita. Le conclusioni di Denis e compagni finiscono tutte fra le sue braccia, senza che lui debba sporcarsi neppure la maglia. Una serata anche fortunata, ma dimostra senso della posizione e sicurezza.
RONCAGLIA 6,5: Qualche incertezza in avvio, poi si scioglie e l’impressione è che, lentamente, stia tornando il giocatore ammirato nel girone d’andata. Un recupero psicologico importante per Montella anche alla luce delle tante assenze nel reparto difensivo.
GONZALO RODRIGUEZ 6,5: Con lui là dietro la Fiorentina acquisisce spessore e personalità. Aveva passato un periodo di appannamento che, adesso, pare superato. La sua presenza è importantissima perché dalle
retrovie è in grado di fornire un apporto fondamentale nella ripartenza della manovra viola.
COMPPER 6,5: E’ entrato nel collettivo viola in punta di piedi. L’inizio col Chievo non era stato entusiasmante, ma col Milan e soprattutto nella gara di Bergamo dimostra che non è una comparsa, ma un giocatore che può essere molto utile alla Fiorentina.
PASQUAL 6,5: Il capitano decide di stringere i denti e, nonostante il problema muscolare, riesce a dare il consueto apporto. Il suo processo di maturazione pare arrivato al definitivo compimento e con lui in campo
la fascia sinistra viola è tra le migliori del campionato. Adesso potrà tirare il fiato, visto che l’ammonizione rimediata lo costringerà a dare forfait nella gara contro il Torino, stavolta senza possibilità di recupero –
lampo.
SISSOKO 6: Riesumato da Montella, nel primo tempo sembra fuori condizione con una palese incapacità di calarsi nel ritmo partita. Poi, improvvisamente, sembra ricordarsi di avere un passato importante alle spalle e tira fuori anche due ottime conclusioni che, per poco, non gli regalano il primo gol in viola. Alza bandiera bianca per un problema fisico, ma chissà che non possa ritagliarsi un ruolo utile in questo finale di stagione.
Dal 27’ st MIGLIACCIO s.v.: Entra nel momento migliore della Fiorentina e fa la sua buona figura.
PIZARRO 7: Si riscatta, con gli interessi, dalla famosa topica commessa contro il Milan. Stavolta non sbaglia un pallone, gestendo con maestria la regia viola. Dai suoi piedi riparte la manovra e, soprattutto nella
ripresa quando si abbassano i ritmi, la sua calma olimpica diventa un’arma micidiale per mettere in crisi l’Atalanta. Poi c’è la ciliegina, quel rigore calciato nel solito angolo che permette alla Fiorentina di passare in
vantaggio e di condurre in porto una vittoria fondamentale.
AQUILANI 5,5: Parte con il freno a mano tirato, poi si sblocca e diventa è l’uomo più pericoloso con due iniziative importanti, anche se concluse con tiri fiacchi. Esce dopo meno di un’ora, un segnale da parte di
Montella che da lui si aspetta qualcosa di più . Dall’11’st LJAJIC 7: Il suo ingresso è decisivo. Non gioca dall’inizio per un guaio fisico accusato nella rifinitura. Ma quando entra dà la svolta alla partita e conferma di attraversare un momento d’oro guadagnandosi il rigore che sblocca la partita. Poi si concede qualche lusso egoistico di troppo, ma resta l’uomo del match e questo non può toglierlo nessuno.
CUADRADO 6,5: Nel primo tempo gioca a scartamento ridotto e sembra la controfigura del funambolo che sta facendo le fortune della stagione viola. Nell’intervallo pare ingurgitare uno strano elisir perché torna in campo completamente trasformato e diventa decisivo con le sue micidiali incursioni, inventandosi anche un assist al bacio per Larrondo.
EL HAMDAOUI 5: Doveva essere la sua partita, ma dimostra di non avere il ritmo gara nelle gambe e nel calcio di oggi, anche se hai una tecnica sopraffina, non puoi permetterti il lusso di non essere al top fisicamente. Così finisce per galleggiare ai margini dell’area di rigore senza essere decisivo. Peccato perch se continua così il taglio a fine stagione sarà inevitabile. Un centravanti, infatti, non può permettersi il lusso
di non calciare mai verso la porta. Dall’11’ st LARRONDO 7: Entra tra lo scetticismo generale, ma zittisce i suoi critici realizzando un gol incredibile. Stop perfetto e tiro a quasi a cento chilometri l’ora. Una rete che, ci perdoneranno tutti il paragone azzardato, ricorda Batistuta. Certo la distanza tra lui e il Re Leone è abissale, ma la prodezza vale davvero tanto.
MONTELLA 7: Deve fare i conti con un’emergenza totale, soprattutto nel reparto offensivo. Il recupero – lampo di Pasqual lo aiuta a rimettere le cose in sesto in difesa, ma la sua Fiorentina iniziale non convince. Poi cambia tutto e torna al 4-3-3. E quasi d’incanto i meccanismi girano di nuovo a meraviglia e anche le sostituzioni si dimostrano azzeccatissime. Gli ingressi di Ljajic e Larrondo risultano determinanti, confermando la sue doti di saper modificare in corsa la squadra e di far fronte alle assenze, anche così decisive come quelle di oggi.