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Ristorante Ararat, la cultura e il gusto della cucina armena e georgiana

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di Elisabetta Failla

Armenia e Georgia, due nazioni confinanti situate nella regione caucasica. Paesi lontani, ma affascinanti per la loro storia e la loro cultura tanto da meritare un viaggio per conoscerli meglio. Ma intanto a Firenze c’è un angolo armeno – georgiano dove è possibile gustare la cucina di queste due nazioni iniziando così a conoscere attraverso i loro piatti il loro mondo storico-culturale.

Si tratta del ristorante Ararat (Borgo la Croce 32r), il cui nome richiama il Monte Ararat situato al confine tra Confine tra Turchia, Armenia, Azerbaijan e Iran. Nonostante oggi si trovi nella Turchia orientale, questo monte dalle due cime, il grande e il piccolo Ararat, per il popolo armeno è un simbolo millenario in quanto si pensa che si la mitica montagna dell’Arca di Noè.

Il ristorante è un luogo elegante e raffinato dove gli arredi contemporanei si fondono con i richiami alla cultura dei due Paesi come, ad esempio, gli alfabeti georgiano e armeno dipinti sulla parete al piano superiore. Interessante è anche il luogo, perché il locale si trova all’interno di quella che in passato fu una chiesa di cui sono ancora visibili il transetto e la croce.

Il ristorante Ararat rappresenta oggi una sorta di ambasciata armena e georgiana in Italia, dopo un recente cambio di gestione che ha portato a un ampliamento del menù e a un tocco più smart sia in sala che in cucina: “Abbiamo voluto introdurre a Firenze i piatti più noti della cucina caucasica – spiega la giovane titolare di Ararat, Amaliya, venuta in Italia otto anni fa per studiare marketing – perché riteniamo che la nostra cultura si racconti anche attraverso il cibo e l’ospitalità. I nostri piatti sono espressione delle delle tradizioni caucasiche, e crediamo che questo tipo di ristorazione possa incontrare l’interesse, oltre che la curiosità, dei fiorentini e dei toscani”.

Il personale, prevalentemente armeno, vi introdurrà alla cucina di questi due Paesi con piatti preparati da cuochi sia armeni che georgiani. Per antipasto vi consigliamo il Pkhali, salsa di noci e aglio abbinata di volta in volta con verdure come fagioli, barbabietole o carote e accompagnato dal melograno che è uno dei simboli del popolo caucasico. Immancabile, poi, il piatto nazionale georgiano, i Khinkali, involtini di pasta ripiena di diversi tipi di carne trita e spezie: vanno mangiati rigorosamente con le mani, perché utilizzando le posate si perde il succo interno che è l’ingrediente più caratteristico del piatto. Ogni menu caucasico non può prescindere poi da spiedini di manzo o pollo e dai tipici Tolma, involtini di carne avvolti nella foglia di vite. In abbinamento, vini – incluso quello al melograno – e distillati georgiani.

Da non perdere poi il Khachapuri, uno dei più tradizionali piatti della gastronomia georgiana, una focaccia ripiena, con un cuore di formaggio, burro e uovo che il ristorante ha preparato anche in versione “extralarge”.

Per finire, tutto da gustare il Pakhlava, un dolce tipico della tradizione a base di pasta “fillo”, zucchero, miele e frutta secca da accompagnare ad un distillato all’albicocca o alla pesca.

 

 

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