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Aprile 2007: Laura Sparnacci uccisa a Capo Verde

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Dalle cronache del tempo

Laura Sparnacci, 54 anni,(siamo nel 2007) fiorentina,  è morta, sull’isola di Santiago, arcipelago di Capo Verde, sotto  pugni sferrati alla cieca dal suo convivente, che di anni ne ha trenta. Jose Maria Pina, si chiama lui, nullafacente. Ora è rinchiuso in una cella del carcere della Cidade Velha. Si erano conosciuti un anno e mezzo fa proprio laggiù, in quel punto di paradiso sperduto nell’oceano Atlantico. Laura Sparnacci, con trascorsi anche da giornalista sportiva, nel 1998 lasciò Firenze perché era uno ‘spirito libero’. Una di quelle persone che, a un certo punto della vita, ha il coraggio di dare una svolta a tutto. Figlia di un avvocato fiorentino morto nel 2002, non aveva fratelli né sorelle. Le era rimasta solo la madre, molto anziana.

Arrivata a Capo Verde, Laura mise a frutto i proventi della vendita di un immobile in Italia e cominciò a fare la guida turistica. Poi aveva avviato un’attività per la produzione del ‘grogue’, il liquore che si ottiene dalla fermentazione della canna da zucchero. E aveva acquistato un’altra casa, più grande, di cui proprio in questo periodo stava terminando la ristrutturazione per trasformarla in un bed&breakfast e ristorante. A picco sulla scogliera. Un incanto. Il suo sogno era quello.

“La conoscevo bene —  racconta Lino Viviani, lucchese, 49 anni, da quattordici imprenditore a Capo Verde —. Era una donna intraprendente, generosa e coraggiosa. Lavorava moltissimo, si era impegnata anche con l’Unesco. Da quasi un anno e mezzo stava con quel ragazzo, uno del posto, senza un lavoro fisso, già accompagnato con una donna di qui e con figli. Litigavano spesso per i motivi più disparati, un po’ per la gelosia, un po’ e soprattutto per i soldi di Laura, visto che lui non ha un lavoro fisso. Poi, fra lunedì di Pasquetta e martedì, la tragedia…”. Già, ma altro che tragedia.

Il massacro a furor di pugni. “Lunedì sera — racconta ancora Viviani — Laura e il suo uomo avevano avuto una lite a casa di lei. Uno dei tanti alterchi, per la verità. Era stato un litigio molto acceso, ma lui non aveva alzato le mani. Poi è andato via e lei ha cenato al ristorante di un altro nostro connazionale sfogandosi con lui. Alla fine era tornata a casa, da sola”. Poi, la fine. Fra le 12 e le 14 di martedì, Jose Maria Pina era tornato a trovarla. “Un’altra lite bestiale — prosegue Viviani — e stavolta l’ha picchiata di brutto. Sono intervenuti alcuni vicini per dividerli, ma dopo un paio d’ore lui è tornato e l’ha pestata ancora, fuggendo di nuovo”.

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