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Sanità / Profondo rosso in Toscana: “E’ stato come scoprire l’acqua calda. Silenzio assoluto ma tutti sapevano”

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di UMBERTO CECCHI

E’ stato come scoprire l’acqua calda: lo sapevamo tutto da tempo che scotta. Così è per la sanità toscana, era un fiore all’occhiello come un villaggio del Far Wesr, predisposto per un film: dietro la giacca, niente. O meglio, il pattume di silenzi, panegirici, illusioni che nascondevano proditoriamente milioni di buco economico finanziario. Voglio essere chiaro, ripeto, lo sapevano tutti, opposizioni comprese. Ma non siamo mai usciti fuori con denunce vere sullo state reale dei fatti. Tanti i dice e un muro di silenzi. Anche quando il presidente Rossi girava la toscana per inneggiare ai nuovi ospedali da costruire o costruiti, la metà dei quali inadeguati allo scopo. Meglio i vecchi, dicevano medici e pazienti. I pazienti a viva voce, i medici quasi sussurrando, perché qui il regime può tutto, ed è vendicativo . E così il Presidente ha finito anche per credere che tutto filasse liscio, che il fiore all’occhiello che aveva gabellato a tutti per anni, fosse un fiore vero, baob un origami giapponesi: carta. E se ‘è andato a giro a vendere nosocomi, che una volta costruiti devono essere allargati, perché come diceva la vox populi, i nuovi erano inadeguati. A Prato, ad esempio, prima o poi arriverà un ampliamento, già progettato ma chi sa quando costruito. Viste le finanze. E sono stati – lo dice Rossi stesso – questi nuovi ospedali costruiti con grande urgenza, rispetto a tante altre cose più urgenti davvero, a far saltare i conti. Farli sballare di centinaia di milioni di euro.  Ai cittadini di Prato – terza più grande città del centro Italia- che sostenevano che il nuovo ospedale così com’era progettato  era insufficiente ed era meglio il vecchio, Rossi, dall’alto della sua assoluta intelligenza creativa e intuizione politica aveva accusato: siete dei Trogloditi. Esclamazione estremamente razzista, che dava ai trogloditi, rappresentanti di un certo periodo di civiltà, il titolo di incapaci e arretrati ai pratesi, che hanno guidato una delle economie più prospere d’Italia, una vera città fabbrica che ha ospitato nello scorso secolo, migliaia di immigrati dal sud, qià quando aveva fuori delle case cartelli che recitavano ‘Non si affitta a meridionali’. E questo solo perchè Rossi è convinto che democrazia significhi forza di chi comanda. E invece no. La parola viene dal greco, quello antico, per persone non troglodite, come direbbe lui, e vuol dire gestione  del popolo. Che – lo dico per Rosi – non è populismo, ma altra cosa. Come populismo, oggi tanto in voga nella sinistra, non è fascismo, è ‘scelta di popolo’ e non c’è mai stato niente di criminoso, nel dare alla gente, al popolo, la possibilità di autodeterminarsi. A destra, sinistra o al centro. Il fascismo è altra cosa. Altra radice. Come altra radice è la rivoluzione russa.

Ma torniamo alla sanità: Bartali direbbe che è tutta da rifare. Giuseppe Mugnai, vicecapogruppo alla camera ha sollevato la gravità del problema,  Rossi non l’ha potuta negare sia pure minimizzandola. E il Presidente del consiglio l’ha sintetizzata in poche parole: ho si rimedia a tamburo battente o commissaria il governo regionale.  Dopo anni di partiti che hanno affossato il problema fingendo di ignorarlo, mi sembra  una iniziativa sensata. Questo a dire il vero è un governo che lascia perplessi: da una parte si da daffare con iniziative quasi inutili ma ritenute urgenti, come tagliare la pensione agli ex parlamentari, e ora riaprire con il taglio del numero dei parlamentari , due  decisioni che economicamente non valgono niente. Ci vorrebbe, nel nostro paese, una riforma fiscale, per chi, spesso ignorato guadagna milioni e paga poche lire di tasse, e una riforma burocratica, che sta arrestando il paese e lascia da anni e anni, i terremotati senza neppure una capanna come rifugio, perchè per la capanna manca ora  un foglio per la costrizione del cesso. Ora un altro per il deposito dell’immondizia nel barattolo fuoricasa. E’ una vergogna inumana, quella della dittatura dei foglietti inventata dai burocrati e gestita dai burocrati. E se li mandassimo a lavorare? Magari a costruire le case per senzatetto?

Ecco in questa disperazione, finalmente ci si accorge che la sanità,  fiore all’occhiello della Toscana è un fiore che divora la regione.

 

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