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Ricorsi a go-go contro il Tar. Rossi e Fratoni: ” I giudici devono fare i giudici, alla politica la responsabilità delle scelte”

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“A seguire le indicazioni del Tar dovremmo rinunciare all’adeguamento dell’aeroporto, una struttura che esiste e che serve allo sviluppo della Toscana, e riaprire invece la procedura sul termovalorizzatore, che invece non solo non esiste, ma appartiene a una programmazione vecchia di 25 anni fa e nascerebbe già obsoleto. Da parte nostra pensiamo che i giudici debbano fare i giudici, ma che tocchi alla politica, anche accogliendo l’invito a essere più efficaci, a prendere in mano in modo esplicito questa situazione ed assumersene le responsabilità”.

Così il presidente Enrico Rossi e l’assessore all’ambiente Federica Fratoni commentano l’ordinanza disposta dalla seconda sezione del Tar per la Toscana in relazione al ricorso presentato da Q.Thermo sul diniego all’autorizzazione unica che la Regione Toscana ha rilasciato sull’impianto di Case Passerini. Con questa ordinanza il Tar accoglie la domanda cautelare di sospensiva, in attesa di discutere nel merito il prossimo dicembre, affermando la necessità di “procedere a un riprogrammazione complessiva delle opere da realizzarsi nel territorio della Piana fiorentina” e quindi di “riattivare il procedimento secondo tale logica”.

“Come per la questione dell’aeroporto, anche in questo caso faremo ricorso – affermano Rossi e Fratoni – Riteniamo fondato il diniego che abbiamo espresso alla richiesta di autorizzazione del termovalorizzatore che già era stato diniegato dal Consiglio di Stato. Soprattutto riteniamo, a fronte degli sviluppi tecnologici che si sono avuti nel frattempo, che la risposta al trattamento dei rifiuti urbani oggi non debba essere necessariamente solo quella di un impianto di termovalorizzazione. A tutela dello sviluppo della Piana difendiamo l’adeguamento dell’aeroporto, che non peggiorerà l’impatto ambientale e anzi lo migliorerà. A tutela anche degli interessi dei cittadini non rilasceremo nessuna autorizzazione per un impianto costoso che andrebbe a gravare sui costi delle tariffe dei rifiuti”.

“Questo impianto – proseguono Rossi e Fratoni – nascerebbe vecchio e in ogni caso la sua autorizzazione e realizzazione richiederebbe tempi così lunghi da non dare garanzie per risolvere in tempi ragionevoli le questioni di smaltimento dei rifiuti che bisogna affrontare da subito”.

E’ quanto la Regione intende fare, come annunciato ieri, con soluzioni che saranno illustrate già nelle prossime settimane e che terranno conto delle nuove soluzioni impiantistiche per selezionare e recuperare materia e sviluppare la raccolta differenziata.

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