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Si inaugura oggi a Palazzo del Pegaso la mostra ‘Color Toscana: omaggio a Vasco Falugiani’

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di Elisabetta Failla

Si inaugura oggi, venerdì 7 giugno, presso la Galleria Teresa Mattei a Palazzo del Pegaso (via Cavour 4, Firenze), la mostra Color Toscana: omaggio a Vasco Falugiani. Una data scelta non ha caso perché proprio oggi l’artista, scomparso il 14 agosto 2012, avrebbe compiuto novant’anni.

La mostra, un atto di amore della figlia Antonella verso suo padre, vuole quindi ricordare Vasco Falugiani come artista ma anche come uomo. Attraverso i percorso espositivo si può dunque scoprire non solo la sua arte ma anche la sua grande sensibilità e l’amore per la bellezza per la sua città e per i grandi Maestri della storia dell’arte italiana.

Vasco Falugiani, nato a Firenze il 7 giugno del 1929, ha conosciuto fin da piccolo quanto la vita fosse dura. Rimasto orfano da bambino, è sta cresciuto insieme ai suoi fratelli dalla mamma vedova che si è rimboccata le maniche per mandare avanti la famiglia, e come molti ragazzi della sua età ha conosciuto gli orrori della Seconda Guerra Mondiale.

Forse è per dimenticare le bruttezze della vita che il piccolo Vasco inizia a disegnare e a dipingere fin da bambino trovando, grazie alla fantasia unita alla sua sensibilità, la bellezza dove non c’era. I suoi primi disegni mostrano un tratto delicato che poi via via, crescendo e studiando, diventerà sempre più nitido e preciso.

La sua musa ispiratrice e la sua prima critica è stata la moglie Graziella. I due erano legati da un grande amore che li ha uniti fino alla fine. Vasco Falugiani che ha vissuto applicando quei principi che la sua mamma gli aveva insegnato: l’amore per la famiglia innanzitutto, la lealtà, la sincerità e l’onestà nei rapporti umani.

Un padre e un nonno presente per la figlia e per i suoi nipoti Lorenzo e Irene a cui ha dedicato due dipinti di Topolino e Minni al momento d ella loro nascita. La mostra comincia proprio da qui: i primi disegni a carbonicino, il suo autoritratto da giovane, il ritratto della moglie Graziella, all’epoca fidanzata diciassettenne, i due quadri dedicati ai nipoti. La vita e l’arte che inevitabilmente si intersecano fra loro.

Attraverso i suoi quadri si mostra il suo percorso artistico, mostrando anche il suo sviluppo tecnico-pittorico, la nitidezza dei tratti, l’uso sapiente del colore e il gioco di luci e ombre. Amava passeggiare nelle strade intorno a Firenze e a Fiesole riportando poi sulla tela gli scorci e i colori che tanto lo avevano colpito. La caratteristica dei suoi paesaggi è l’assenza di persone perché il suo intento era quello di mostrare l’essenziale della vita e della natura procurando emozioni. Vasco Falugiani era orgoglioso di essere fiorentino. Si sentiva fortunato di poter vedere tanta bellezza intorno alla sua città.

La sua è una campagna tranquilla e tranquillizzante, dove con il suo tratto nitido disegna coloniche, strade immerse nella natura delle colline fiorentine dipinte con i colori più freddi o più caldi man mano che la giornata volge al tramonto illuminandola con la luce tipica dei vari momenti del giorno. Il cielo, poi, mostra al visitatore attento l’animo dell’artista: I toni più grigi e cupi corrispondono a periodi più negativi, i toni caldi e solari, dove predominano il giallo e il rosa-arancio, mostrano invece la sua serenità interiore.

I suoi dipinti mostrano comunque la bellezza dei paesaggi nella loro essenzialità. Ḕ la natura a raccontare la vita trasmettendo, tramite i tratti dell’artista, le emozioni. Ogni altra presenza appare superflua. Vasco Falugiani voleva toccare il cuore provocando ricordi e emozioni, pace e serenità tramite la natura rappresentata con tratto pulito ed essenziale.

L’artista amava molto l’arte e per questo ha riprodotto alcuni capolavori del passato. Una sorta di omaggio a Firenze, città che ha sempre amato, e che amava raccontare alla figlia Antonella durante le loro passeggiate in centro. Ammirava i dipinti degli artisti fiorentini, ma non solo, li riproduceva alla perfezione con una tecnica certosina dividendo la tela in quadrati, iniziando così a disegnare le figure, rispettandone le proporzioni per poi dipingerle utilizzando le stesse tonalità di colore. Ne sono esempio La Dama con l’ermellino di Leonardo da Vinci o il Tondo Doni di Michelangelo Buonarroti. Riproduzioni perfette che mostrano l’amore e il rispetto per questi Maestri dell’arte italiana.

Vasco Falugiani nel corso della sua vita ha partecipato a molte mostre collettive ma anche personali e ha avuto estimatori sia in Italia che all’estero. Tra le mostre di cui andava più fiero, possiamo ricordare quella fatta a Panama nel 1982, che ebbe un ottimo successo di critica e di pubblico tanto che l’allora Presidente della Repubblica Aristides Rojo Sanchéz acquistò una sua opera. Cosa di cui era orgoglioso e onorato.

Questa esposizione vuole quindi rendere omaggio ad un pittore che è riuscito a raccontare la sua terra attraverso la sua pittura, con la consapevolezza che anche oggi, come allora, l’artista riuscirà a trasmettere al visitatore il suo mondo di emozioni.

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