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Seimila tifosi allo stadio per Rocco Commisso. Fra battute, messaggi e poche verità Firenze spera di aver trovato l’uomo giusto

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di Tommaso Giacomelli

Rocco Commisso ha preso parola, il nuovo patron della Fiorentina si è presentato davanti a tutti, tifosi e stampa. L’uomo che si è fatto da solo, il magnate delle tv via cavo che ha lasciato la Calabria a 12 anni e ha trovato il sogno americano, adesso è sbarcato a Firenze osannato come l’uomo della provvidenza. Firenze e la Fiorentina hanno voglia di sognare, ma Mr. Commisso, o semplicemente Rocco come ha detto di voler essere chiamato, è davvero l’uomo giusto per far tornare la squadra gigliata nei palcoscenici più importanti?

A prima vista il sessantanovenne italo-americano è sembrato un tipo verace, quasi folkloristico coi suoi “okay” ripetuti alla fine di una ogni frase con lo slang tipico di chi ha mischiato la lingua italiana con quella anglosassone, ma più di ogni altra cosa si è fatto apprezzare per una serie di frasi che hanno toccato le corde giuste del tifo che ha voglia di emozionarsi. Rocco è sembrato un uomo semplice, un uomo del popolo, pronto a scatenare una folla che pulsa di passione. Ma dopo i primi due giorni fiorentini, in cui si è fatto vedere a Peretola, a Palazzo Vecchio in compagnia del primo cittadino, Dario Nardella, e allo stadio Franchi per la conferenza stampa di rito, sorgono i primi segnali per gridare con la giusta consapevolezza la parola calma.

Commisso è pronto a spendere e a rendere la Fiorentina una squadra competitiva per arrivare ai vertici del campionato italiano. Lo dice lui ed è quello che si augurano tutti quanti, non c’è motivo per non credere alle parole del nuovo presidente viola, ma sono frasi già sentite anche in altri lidi. Un esempio? La AS Roma, gestita anche in questo caso da un gruppo americano capitanato da James Pallotta. Nella Capitale sponda giallorossa non sono di certo mancati gli investimenti, specie in una prima fase, ma non sono stati effettuati in modo razionale. Le società gestite a distanza, con un Oceano nel mezzo a separare le due realtà, sono un rischio eccessivo e oggi la squadra capitolina naviga a vista e spesso e volentieri si è ritrovata nel caos più completo, senza una bussola per ritrovare la rotta. Il presidente dovrebbe gestire in prima persona la sua creatura, una struttura diretta e snella con dirigenti capaci ed affermati sembrerebbe la strada giusta, ma non pare quella preventivata da Rocco.

“La volontà è di venire spesso ma non posso fare promesse perché devo concentrarmi anche su altre cose come la salute e la famiglia”. Questo è un estratto della conferenza di Commisso, che preventiva il fatto che non potrà essere sempre in riva all’Arno, anzi. Joe Barone il suo braccio destro sembra essere una figura chiave per l’organigramma societario, specialmente nella prima fase di inserimento degli americani al timone della Viola, ma anche in questo caso possiamo parlare di una figura che non sarà costantemente in Toscana. Barone deve occuparsi di una famiglia e di tanti affari che si collocano negli States. L’augurio è che la figura collante tra gli americani e chi dovrà gestire le cose in Italia sia un uomo dalle spiccate capacità aziendali e comuncative. In questo caso il profilo di Gandini sembra azzeccato.

Ulteriore problema, detto che da subito non potranno essere spese vagonate di milioni sul calciomercato, per restare comunque in regola col bilancio e con il Fair Play Finanziario, anche gli investimenti nelle strutture importanti come il nuovo stadio sembrano problematiche: “Il nuovo stadio? Ora è presto per parlarne, sono qui per imparare”. Queste sono altre parole pronunciate da Rocco nei giorni scorsi, che ha indicato nella Mercafir e nell’area di Castello, le zone dove poter collocare la nuova casa della Fiorentina. Una storia già vista in passato, il tycoon italo-americano dovrà fare i conti con la politica e non solo.

Rispetto alle altre esperienze di gestione di squadre di calcio da parte di gruppi americani, come lo sono la Roma, il Bologna, e sotto certi punti di vista il Milan, per non guardare troppo lontano, Rocco Commisso sembra essere un vero appassionato di calcio, a quanto afferma lui stesso. Si ricorda della Fiorentina di Hamrin, ha citato Batistuta, e ovviamente Antognoni, ma quello che tutti auspicano è che tanti nuovi campioni possano arrivare a vestire la maglia Viola e che dalle belle parole si possa passare ai fatti. Intanto promette di tenersi stretto Chiesa, che non farà la fine di Baggio andando alla Juve, quando la presidenza passò dai Pontello a Cecchi Gori. Il self made man dice di essere un uomo che mantiene le promesse, giusto, perché in un attimo si passa dalla gloria alla polvere, e altrettanto velocemente si può passare dagli applausi ai fischi.

 

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