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SEA WATCH CERCA l’ATTRACCO AL MOLO COMMERCIALE

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epa07676745 A handout photo made available by Sea-Watch on 27 June 2019 shows an aerial view of the Sea-Watch 3 vessel during a rescue operation at sea in the Mediterranean, 12 June 2019. Migrant rescue ship Sea-Watch 3, despite the threat of a fine by the Italian government, decided on 26 June 2019 to enter Italian territorial waters near the island of Lampedusa with dozens of migrants on board waiting to disembark. EPA/SEA-WATCH HANDOUT HANDOUT EDITORIAL USE ONLY/NO SALES

La Sea Watch 3 si è mossa avvicinandosi ulteriormente al porto di Lampedusa. Accanto alla nave ci sono una motovedetta della Guardia di finanza ed una della Guardia costiera.

La nave potrebbe essere in procinto di attraccare al molo commerciale. Gli uomini della capitaneria di porto, infatti, hanno fatto allontanare dal molo due grossi pescherecci per liberare il punto di ormeggio. Fino ad ora, tuttavia, non vi sono conferme ufficiali.

Una delegazione di parlamentari è salita a bordo della Sea Watch per incontrare i volontari della ong ed avere un quadro più chiaro della situazione: ci sono Graziano Delrio, Matteo Orfini e Davide Faraone del Pd, Riccardo Magi dei Radicali e Nicola Fratoianni (Sinistra italiana). Sulla nave sono presenti anche uomini della Guardia di finanza per ulteriori controlli e verifiche.

“La soluzione per le persone a bordo della Sea Watch è possibile solo una volta sbarcate“. Così il commissario europeo Dimitris Avramopoulos, spiegando che Bruxelles “è coinvolta da vicino nel coordinarsi con gli Stati membri per ricollocare i migranti” quando saranno a terra. Ma dal ministro dell’Interno Matteo Salvini, non ci sono aperture. Ed anche il premier Giuseppe Conte definisce “di una gravità inaudita” il comportamento della comandante Carola Rackete che ha violato l’alt e si è diretta verso Lampedusa.

Intanto a bordo, fa sapere la ong, “c’è disperazione. Abbiamo aspettato una notte, non possiamo più aspettare“.

I legali di Sea Watch hanno presentato un esposto alla procura di Agrigento affinchè si valutino “eventuali condotte di rilevanza penale” da parte delle “autorità marittime e portuali preposte alla gestione delle attività di soccorso” e per chiedere che venga valutata “l’adozione di tutte le misure necessarie” per consentire lo sbarco dei migranti “e porre fine alla situazione di gravissimo disagio” a cui sono sottoposti.

Per ora non ci sono reazioni dalla procura, mentre anche Salvini – con finalità opposte – chiama in causa i magistrati. “Spero – dice – che nelle ultime ore ci sia un giudice che affermi che all’interno di quella nave ci sono dei fuorilegge, prima fra tutti la Capitana. Se la nave viene sequestrata e l’equipaggio arrestato io sono contento”.

La Commissione europea sta cercando disponibilità per la redistribuzione dei 42 naufraghi. “Rivolgo – afferma Avramopoulos – un appello agli Stati membri a mostrare solidarietà. Continueremo a restare al fianco dell’Italia e a tutti gli Stati sotto pressione”. Quanto alla minaccia lanciata ieri dal ministro dell’Interno di non registrare chi sbarca nella banca dati europea, da Bruxelles segnalano che “la legge europea prescrive che tutti i nuovi arrivati sul territorio europeo devono essere registrati e devono essere prese le loro impronte digitali, non ci sono eccezioni a queste regole e le conseguenze sono le procedure di infrazioni, ma non siamo a questo stadio”.

Lo stesso premier Conte definisce comunque “non all’ordine del giorno” l’ipostesi di Salvini. Il presidente informa poi che incontrerà il premier olandese per invitarlo a “valutare il comportamento di una nave che batte bandiera di quel Paese”. A Lampedusa, nel frattempo, c’è chi continua a sbarcare senza bracci di ferro e polemiche internazionali. Dopo quelli dei dei giorni scorsi, altri 40 migranti sono arrivati sull’isola a bordo di barchini.

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