Home Focus Toti messo alla porta da Berlusconi lascia Forza Italia. Carfagna si dimette...

Toti messo alla porta da Berlusconi lascia Forza Italia. Carfagna si dimette dal coordinamento

270
0

Entrambi erano stati eletti coordinatori lo scorso 19 giugno perché riscrivessero le regole del partito. Ma, dopo l’appello alla “Altra Italia”, Berlusconi nomina un nuovo coordinamento che esclude il governatore ligure.

Il 19 giugno erano stati eletti entrambi nuovi coordinatori di Forza Italia, per riscrivere le regole del partito e siglare la pace interna di una compagine profondamente lacerata. Da una parte Mara Carfagna, apprezzata per il vigore con il quale interpreta il suo ruolo di vicepresidente della Camera, dall’altra Giovanni Toti, voce di chi vuole un rapporto più stretto con Matteo Salvini e Giorgia Meloni, senza tentennamenti centristi o nostalgie per il Nazareno che fu.

Il governatore ligure sembrava rientrato nei ranghi dopo essere stato dato più volte vicino all’addio e addirittura avere – si dice – accarezzato l’idea di un partito personale, magari destinato a confluire nella Lega o, più probabile, in Fratelli d’Italia, formazione sempre pronta a intercettare transfughi azzurri. E invece lo strappo era solo rimandato. Prendendo in prestito la sintesi dell’ex senatore azzurro Paolo Romani, “il tavolo delle regole che doveva condividere le proposte dei coordinatori sembra aver prodotto la soppressione dei coordinatori stessi”.

Durante la riunione del Tavolo delle regole per il nuovo Statuto, Silvio Berlusconi nomina infatti un nuovo Coordinamento di presidenza destinato a stilarlo, di fatto rinnegando quanto deciso appena un mese e mezzo prima. Dentro ci sono Mara Carfagna, Annamaria Bernini, Mariastella Gelmini, Sestino Giacomoni e Antonio Tajani. Toti ne viene escluso e, al termine del vertice, ufficializza la rottura: “Non si ha intenzione di cambiare alcunché, dunque credo che questa avventura, cominciata il 19 di giugno per provare a cambiare qualcosa, onestamente finisca qua. Buona fortuna a tutti”.

La risposta a chi gli chiede se è uscito dal partito non lascia spazio a troppe interpretazioni: “Mi pare che siano le condizioni per cui ognuno vada per conto suo. È Forza Italia che esce da se stessa”. Un’esautorazione di fronte alla quale nemmeno Carfagna ci sta. E infatti, poco dopo l’ufficializzazione dell’addio di Toti, si sfila.

“Il modo migliore per uccidere Forza Italia”

“Apprendo dalla stampa di un superamento delle decisioni assunte dal presidente Berlusconi il 19 giugno innanzi ai gruppi parlamentari di Forza Italia e dell’insediamento di un coordinamento di presidenza”, esordisce Carfagna con una premessa che suona già come una presa di distanza.

“Coordinamento del quale nessuno mi ha chiesto di far parte e di cui non intendo far parte”, prosegue, “è una scelta in direzione esattamente contraria alle intenzioni che mi ha manifestato Berlusconi. Credo che questo sia il modo migliore per uccidere Forza Italia e io non farò parte del comitato di liquidazione”.

Ad accomunare Carfagna e Toti era stata anche la perplessità di fronte all’appello di Berlusconi all’Altra Italia, sorta di contenitore moderato che dovrebbe affiancare il vecchio partito. O, chissà, sostituirlo. Più diplomatica lei: (“Sicuramente si parla di una federazione di forze civiche e del mondo dell’associazionismo, naturalmente bisogna riempire di contenuti questo discorso”), più netto lui (“Non credo in una federazione di centro equidistante dai poli di destra e di sinistra. Noi non siamo equidistanti dal Pd, noi siamo gli avversari del Pd

Toti lascia: “Ognuno vada per conto suo”

“Mi pare che ci siano le condizioni per cui ognuno vada per conto suo. È Forza Italia che esce da se stessa”, ha detto Giovanni Toti lasciando il tavolo delle regole di Forza Italia. “La verità è che non si ha intenzione di cambiare alcun che e che questa avventura iniziata il 19 giugno finisca qui. Buona fortuna a tutti”. Uscendo dalla riunione il governatore ha aggiunto: “Siamo sull’orlo del tribunale del divorzio”. E su Facebook ha scritto: “Avevo creduto che davvero fosse possibile cambiare, che davvero Forza Italia potesse rinascere da se stessa. Non mi ero mai tanto sbagliato: nonostante il dissanguamento di voti, nonostante il 6% dei sondaggi, nonostante le tante energie dei territori che chiedevano di poter vivere, il passato ha prevalso. Pur di far finta di continuare a vivere – prosegue – e baloccarsi con le proprie poltrone, la classe dirigente ha deciso di uccidere ogni speranza. La paura, la nostalgia hanno il sapore amaro di chi ha deciso di privare tanta gente di una rappresentanza politica. Ma tutto questo è il vecchio”.

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here