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Dimitri Bettini, presidente di Anpas Toscana: «L’ennesima riforma del 118 fatta senza i volontari»

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«Nonostante i proclami di circostanza, come al solito il volontariato non viene considerato dai nostri politici che promuovono riforme del 118 senza tenere conto delle specificità e del ruolo di chi ogni giorno di impegna gratuitamente per aiutare il prossimo».

Così il presidente di Anpas Toscana, Dimitri Bettini, che è intervenuto a fronte della proposta di riforma del 118, presentata da alcuni senatori del M5S. Una proposta che ha scosso l’intero mondo del volontariato toscano, da sempre un punto di riferimento nel welfare territoriale.

«Ogni volta la politica pensa di dare risposte su temi fondamentali per la vita dei cittadini senza che ci siano adeguate conoscenze, o che si interpellino i soggetti titolati a intervenire per migliorare il sistema. Non fa eccezione questo caso, nel quale il volontariato è stato emarginato, tagliato fuori e neanche consultato nel predisporre l’ipotesi di riforma del sistema nazionale di emergenza sanitaria. Che ovviamente nasce zoppa per quanto riguarda uno dei supporti fondamentali. Le persone non sono merci, l’umanità che il volontariato aggiunge nelle attività di trasporto sanitario è un valore sociale insostituibile».

Nella proposta presentata in Senato, secondo il presidente delle Pubbliche assistenze Toscane, il ruolo del volontariato viene marginalizzato in favore di una riorganizzazione che non tiene conto delle specifiche di un sistema che in molte regioni italiane si fonda proprio sul volontariato.

«La Toscana – ha detto Bettini – è d’esempio su tutto il territorio nazionale per aver dato vita al moderno sistema dell’emergenza sanitaria. Un piano che nasce dal volontariato e nel tempo, con anni di condivisione di esperienze e buone pratiche, diventa un modello da seguire. Non siamo affatto soddisfatti da questa ennesima fuga in avanti della politica che non rappresenta certo un miglioramento per i cittadini. Concorderemo iniziative con gli altri movimenti del volontariato toscani per evitare che si proceda in questa riforma senza coinvolgerci».

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