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Torna ‘Architetto in Cantina’: il vino tra forma e contenuto

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Il 16 novembre torna Architetto in Cantina, ovvero una giornata dedicata all’architettura, organizzata da Toscana Wine Architecture la rete di cantine, primo esempio in Italia a valorizzare vino, design e turismo.

Toscana Wine Architecture, costituita nel 2017, riunisce 14 cantine toscane di design (Cantina Antinori nel Chianti Classico, Caiarossa, Cantina di Montalcino, Castello di Fonterutoli, Colle Massari, Fattoria delle Ripalte, Il Borro, Le Mortelle, Petra, Podere di Pomaio, Rocca di Frassinello, Salcheto, Tenuta Ammiraglia – Frescobaldi, Tenuta Argentiera) che hanno fatto singolarmente investimenti significativi e hanno deciso di puntare su una strategia comune, per accogliere turisti e visitatori da tutto il mondo. Toscana Wine Architecture viene promosso da Regione Toscana in collaborazione con Vetrina Toscana, Federazione Strade del Vino, dell’Olio e dei sapori di Toscana in collaborazione con Fondazione Sistema Toscana.

La cantina Antinori a Bargino nel Chianti Classico

Architetto in cantina è un grande evento collettivo diffuso sul territorio che ribadisce l’unione d’intenti e risorse all’insegna della grande qualità dei vini e dei luoghi in cui vengono prodotti. A condurre le visite guidate delle cantine di design, come nella precedente edizione, saranno infatti proprio gli architetti.

Un percorso tra i luoghi di produzione, ma dedicato in maniera più mirata alla struttura e alle scelte architettoniche. Ogni cantina declinerà il percorso in maniera diversa e lo arricchirà secondo il proprio stile: lezioni di architettura, degustazioni “green”, mostre, spesso alla presenza degli stessi architetti autori dei progetti originali.

L’evento è quest’anno all’insegna della sosteniblità mostrando quanto il “verde” in queste cantine non abbia solo una funzione decorativa ma un ruolo fondamentale e funzionale.

Elementi comuni e costanti saranno la visita guidata a cura di un architetto, la presentazione della rete di Toscana Wine Architecture e la degustazione dei vini. L’evento, che ha il supporto della Fondazione Architetti Firenze, rappresenta una bella occasione per mostrare ai visitatori come la forma e il contenuto si fondano in un legame profondo. E’ importante capire come dietro ogni scelta non si celi soltanto un’attenzione estetica e il senso del bello, ma una scelta etica legata al rispetto dell’ambiente e dell’uomo che ci lavora.

Petra, in Val di Cornia

Ogni cantina rappresenta una diversa lettura del territorio perché racconta zone e storie differenti, interpretati da architetti che si sono ispirati alla cultura e alla storia dei luoghi, ma molti sono i tratti comuni che caratterizzano la rete.

La vinificazione “per gravità” che consente di rispettare il vino e ottenere una qualità superiore, ridurre il consumo di energia e al contempo di facilitare il lavoro in cantina; l’uso sapiente della luce, con affacci capaci di illuminarne gli spazi interni, grazie a fonti luminose naturali che coniugano il risparmio con l’arte visiva. L’utilizzo dello spazio che combina l’esigenza funzionale, per la produzione e la conservazione del vino, alla capacità di creare scenari unici, dove la bellezza e l’emozione non vanno a scapito della sicurezza e del lavoro. Il profondo rispetto per il territorio che vede l’utilizzo di materiali naturali, talvolta di recupero, basso impiego di energia,per produrre al meglio, salvaguardando l’ambiente.

Sia che dialoghino con la natura, integrandosi perfettamente nel territorio, fino quasi a mimetizzarsi nel paesaggio, sia che si staglino nello skyline come punti di riferimento dell’orizzonte circostante, le cantine di Toscana Wine Architecture hanno la capacità di coniugare funzione e forma, saldando tra loro la dimensione etica e quella estetica, evidenziando l’eccezionale qualità sia del contenitore che del suo contenuto.

Grazie alla collaborazione con FAF, la partecipazione alla visita fornisce un credito formativo per l’aggiornamento professionale agli iscritti all’Ordine degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori. Sarà sufficiente un’autocertificazione, richiedendo alla cantina, in cui viene effettuata la visita, l’apposito coupon. Per ulteriori informazioni: www.winearchitecture.it

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