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‘Noi AbitiAmo Firenze’, a Palazzo Vecchio i 40 anni dell’Associazione Trisomia 21 Onlus

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di Elisabetta Failla

Era il 1979 quando un gruppo di genitori creò l’Associazione Trisomia 21 Onlus per garantire il rispetto e i pieni diritti dei propri ragazzi con sindrome di Down o disabilità genetiche intellettive a essa assimilabili- La prima sede fu in via Faenza poi nel corso degli anni l’attività venne trasferita in Borgo Pinti e quindi nella sede attuale di Viale Volta.

Nel corso di questi quarant’anni è stato svolto un lavoro importante sul territorio sia dal punto di vista abilitativo sanitario volto al raggiungimento delle massime autonomie possibili, sia dal punto di vista sociale per una piena inclusione, lavorando su un intreccio di fattori che vedono coinvolte non solo le persone con sindrome di Down ma anche e soprattutto la società. Le donazioni raccolte sono destinate a promuovere la vita sociale, affettiva e lavorativa delle persone con sindrome di Down o disabilità genetica intellettiva avendo come obiettivo il raggiungimento della massima indipendenza, anche abitativa. Nello stesso tempo i fondi sono destinati anche alla formazione e alla ricerca.

Per festeggiare questo importante traguardo l’Associazione Trisomia 21 Onlus ha organizzato, con il patrocinio del Comune di Firenze, un evento dal titolo Noi Abitiamo Firenze che prevede una cena di gala accompagnata da una sfilata di moda. La serata sarà presentata dall’attrice Gaia Nanni da sempre vicina all’Associazione, e avrà luogo nel Salone dei Cinquecento in Palazzo Vecchio il 30 novembre prossimo alle 19.30.

La serata dedicata soprattutto ai ragazzi dell’Associazione oltre che al lungo percorso fatto in questi quaranta anni è stata presentata in Palazzo Vecchio con l’assessore al Welfare Andrea Vannucci che ha detto: “È sempre un’emozione fortissima poter ospitare qui questi ragazzi e sentire la loro voce mentre raccontano la loro vita quotidiana e il loro lavoro: una di loro, alla domanda su che cosa le piaccia di più della sua occupazione, ha risposto ‘andare avanti’, una frase che testimonia una fiducia, una spontaneità e una voglia di futuro che dovrebbero avere tutti i giovani. L’associazione Trisomia 21 è da 40 anni a fianco di questi ragazzi fornendo loro supporto, servizi e soprattutto opportunità. Per questo Firenze sceglie di ospitare la loro festa di questo compleanno così speciale nel Salone dei Cinquecento, cuore del palazzo e della città, così come questa realtà è da 40 anni nel cuore di tutti i fiorentini”.

“Ḕ un onore per me celebrare i primi quarant’anni di Trisomia 21 che è, ed è stata, un punto di riferimento per molte famiglie, ma soprattutto per centinaia di persone con sindrome di Down che, anche grazie al costante supporto dell’associazione, possono oggi autorappresentarsi e dimostrare che è possibile occupare un posto in questa società talvolta troppo indifferente – ha dichiarato Antonella Falugiani – Anche i nostri giovani rappresentano il futuro di questa Italia, ed e giusto ascoltarli, ascoltare i loro bisogni e i loro sogni, che non sono speciali ma sono quelli di tutti, e dargli voce. Questa è responsabilità di tutti i cittadini, indipendentemente dalla condizione genetica. Il cambiamento è in atto, ma dobbiamo ancora lottare molto affinché la società sia più equa”.

E sono stati anche i ragazzi i protagonisti della conferenza stampa prendendo il posto dei relatori e iniziando a raccontare di loro stessi, della loro vita, dei loro sogni. Chissà cosa avrebbero detto qui genitori che quaranta anni fa hanno fondato l’Associazione vedendoli seduti al tavolo e parlare davanti al microfono in modo spigliato e allegro dimostrando che la parola “diversità” dovrebbe scomparire dal vocabolario quotidiano  come ha ribadito l’attrice Gaia Nanni.

“Da 10 anni l’Associazione Trisomia 21 Onlus è l famiglia che mi sono scelta – ha detto Gaia Nanni – Sono orgogliosa di essere sabato prossimo con questi ragazzi a festeggiare i 40 anni di attività dell’Associazione. Trisomia non ha svolto un lavoro di assistenza ma ha cercato di inserire questi ragazzi nella scuola, nel mondo professionale rendendoli autonomi e cercando di integrarli nella società. Ho imparato, se ce ne fosse stato bisogno, che i desideri di questi ragazzi sono gli stessi di tutti i ragazzi: studiare, diplomarsi, trovare un lavoro, innamorarsi e sposarsi”.

Punto focale della serata sarà la sfilata di abiti realizzati dai ragazzi del laboratorio d’arte dell’Associazione, PicEo, un importante progetto abilitativo che dal 2008 ha lo scopo di inserire i ragazzi nel mondo del lavoro. Con i loro manufatti, infatti, i ragazzi di PicEo partecipano ad alcune mostre come ad esempio, Artigianato & Palazzo, con l’obiettivo di poter “fare impresa”.

Gli abiti che sono stati realizzati per la sfilata sono dedicati alla bellezza di Firenze. Girando per il centro della città i ragazzi di PicEo hanno scoperto le linee, i colori e le figure geometriche di alcuni monumenti fiorentini ma anche alcuni simboli di Firenze.

Le geometrie più rilevanti saranno quelle marmoree dei pavimenti e delle pareti esterne del Duomo e del Battistero. L’oro sarà un altro elemento importante presente anche negli sfondi della pala d’altare.

Il colore è un altro elemento fondamentale. L’artista olandese Maurits Cornelis Escher scriveva nei suoi diari che il blu lapislazzuoli del cielo toscano non lo aveva visto da nesun altra parte. E poi il verde del marmo serpentino di Prato, il bianco del marmo di Carrara, il rosso del marmo di Siena ripercorrono tutte le facciate delle più importanti chiese Fiorentine.

Questi colori, insieme all’azzurro, si ritrovano negli antichi gonfaloni del quartieri storici di Firenze che altro non è che un esempio di come tante forme e colori diversi creino un tutto armonico.

“Sarebbe bello che questa armonia fosse un esempio per la nostra società – ha proseguiuto Antonella Falugiani – Firenze è difatti una lezione di civiltà. Per questo come Associazione Trisomia 21 Onlus vogliamo rendere omaggio e ringraziare la città per averci fatto essere parte di questa armonia per ben quarant’anni”.

La collezione è costituita da gonne dipinte a mano con motivi geometrici e abiti con disegni stampati su Firenze interpretati dai ragazzi di PicEo. Non mancheranno anche foulard, cravatte e accessori. Per i più piccoli è stata creata una collezione a loro dedicata ispirata agli animali simbolo della città: la tartaruga con la vela, simbolo insieme al motto Festina Lente di Cosimo I de’ Medici, il leone del Marzocco fiorentino e le api bronzee che si trovano alla base della statua di Ferdinando I de’ Medici in piazza SS. Annunziata.

“Con questa iniziativa – ha dichiarato Antonella Falugiani – Trisomia 21, ancora una volta, tenta di scuotere un mondo molto legato a certi canoni prestabiliti. Infatti ha deciso di far indossare gli abiti a 40 modelli non professionisti, perché la Bellezza ha infinite sfaccettature. Un giudizio non è mai del tutto soggettivo, ma legato al contesto culturale in cui ciascuno di noi è inserito”.

Dichiarazione di Vivilla Zampini, Ceo Es’given, organizzatrVivilla Zampini, Ce di Es’given, e del suo staffice della sfilata di moda

La sfilata verrà realizzata grazie al contributo organizzativo di Vivilla Zampini, CEO di Es’given, e dal suo staff che con pazienza in queste ultime ore stanno aiutando i ragazzi ad affrontare la passerella. “Ringrazio l’Associazione Trisomia 21 Onlus che i ha fatto entrare in una famiglia dove mi sono sentita accolta. E’ scattata quella magia che mi ha fatto dire “ci sono” per dare una mano, insieme al mio staff, a festeggiare i ragazzi che hanno realizzato i loro progetti sulla stoffa creando abiti bellissimi ispirati alla bellezza di Firenze. Sarà una serata bellissima che condivideremo insieme a tutti i presenti”

Il menu della cena di gala è stata preparato dal Milleluci Cafè, il bar ristorante situato in piazza Leopoldo vicino alla Coop, gestito da Trisomia 21srl, impresa sociale dove lavorano i ragazzi che in questa occasione si occuperanno anche del servizio nel Salone dei Cinquecento. “Questo è un progetto necessario per il percorso di crescita e autonomia delle persone con disabilità intellettiva – ha spiegato Antonella Falugiani – e che è utile per la loro inclusione sociale”.

Sia nella preparazione del menu che nel servizio i ragazzi del Milleluci Caffè saranno coadiuvati dagli studenti dell’Istituto Alberghiero Buontalenti. “Il coinvolgimento di una scuola è importante per il progetto di inclusione che riguarda sia l’aspetto della formazione professionale ma soprattutto di relazione – ha continuato Antonella Falugiani – ed è per questo che abbiamo apprezzato la loro disponibilità, perché è la scuola il primo vero momento aggregativo di ogni persona”.

“Quando la presidente Antonella Falugiani ci ha chiesto di partecipare a questo progetto, abbiamo aderito con entusiasmo – ha raccontato Rita Gaudio, docente di sostegno dell’Istituto Buontalenti –  I nostri docenti sono felici di collaborare insieme ai nostri studenti perché anche noi cerchiamo di portare avanti un percorso di inclusione sociale e professionale. Riteniamo che i ragazzi con difficoltà vadano guidati e le loro famiglie sostenute. I nostri studenti lavoreranno insieme ai ragazzi dell’Associazione per la realizzazione del menu e per il servizio di sala. Ringrazio a nome della dirigente scolastica Maria Francesca Cellai per aver pensato a noi per la realizzazione di questa serata e l’Associazione Trisomia 21 Onlus per il lavoro che ha svolto in questi 40 anni”.

Un ringraziamento particolare va poi a coloro che hanno sostenuto e sostengono le attività dell’Associazione Trisomia 21 Onlus:

Amaranto, ArteEventi, I.P.S.S.E.O.A. B. Buontalenti, Carapelli, Dini Caffè, Dori Pubblicità, Fondazione Cassa di Risparmio, Ermanno Scervino, Es’Given, Eva Capelli Sartoriali, Ferragamo, Fisar Firenze, Frescobaldi, Gucci, King of Truffles, Lamole di Lamole, Lito Terrazzi,  Macelleria Luca Menoni, Menchetti, Mercafir, Milleluci Cafè, Mukki, Pav Art, Porsche, Preludio, Prinz, Rebel, Rolando Innocenti & Figli, Salumificio Anzuini, Schema31, SGP, Stilli Solution, Tecnoservice, Terra di Burchi, Termotecnica Picchiarini, Uashmama (foto Alissa Zavanella)

 

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