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Scivolone di Nardella sullo stadio,”Il Franchi non è cedibile” Smentito in diretta dal sovraintendente Pessina

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Il sindaco corre ai ripari per cercare di bloccare l’emigrazione dello stadio nei terreni di Campi Bisenzio. Adesso il primo cittadino rimette in gioco lo stadio Franchi annunciando per febbraio la convocazione di progettisti per cercare di offrire a Commisso anche l’alternativa della ristrutturazione del Franchi. Con l’approvazione della sovraintendente. Durante la presentazione scivolone del sindaco che ha affermato che il Franchi NON PUO’ ESSERE VENDUTO” come è stato ipotizzato dal Comitato pro Franchi e dal presidente del Q2 Pierguidi.

Bufala del sindaco subito smentito dal sovraintendente Pessina 

«I beni culturali da tempo possono essere anche venduti ai privati. Lo stadio Franchi a Firenze è un bene culturale vincolato», non un monumento nazionale. Lo ha detto il soprintendente Andrea Pessina, durante la conferenza stampa per fare il punto sullo stadio Franchi. «Ci vuole la volontà della proprietà – ha spiegato -l’autorizzazione della soprintendenza, una autorizzazione che viene lasciata solo a patto che il compratore intenda valorizzare il bene culturale. Una valorizzazione per esaltare ulteriormente i valori del Franchi». Per il soprintendente, «l’edificio nel suo complesso non può essere snaturato, ma questo non vuol dire che non si possano fare interventi segnati anche dalla modernità, che siano ben distinguibili da quello che era in origine il Franchi degli anni ‘30». Sulle curve, ha detto ancora, «una possibile soluzione, tutta da studiare, è quello di non demolire le attuali curve ma di creare delle ulteriori curve interne che avvicinino gli spettatori al campo di gioco trovando poi dei modi intelligenti dello spazio che si verrebbe a creare tra le nuove curve aggiunte e le vecchie curve del Nervi».

Pessina ha aggiunto che «nel settembre 2019 il sindaco Nardella e il presidente della Fiorentina Commisso sono venuti nel mio ufficio e mi hanno illustrato quello che è un book del progetto dello stadio Casamonti con una proposta che prevede la demolizione della curve. Ma formalmente l’istanza di demolizione del progetto, che dà il via al procedimento amministrativo, non mi è mai giunta. Così come non sono mai pervenute altre proposte di restyling del Franchi. La soprintendenza non ha bocciato nessun progetto». Il soprintendente ha chiarito che è «l’intervento che deve adeguarsi all’edificio . Dunque no a estese demolizioni, ben vengano le operazioni come la copertura, utile sia per il pubblico che per la conservazione del Franchi. Ci sono poi molti altri interventi di aggiunta che possono essere fatti senza stravolgere quella che è un’opera veramente fondamentale dell’architettura del progetto».

PIERGUIDI E COMITATO PER LA RISTRUTTURAZIONE SORRIDONO

Il commento di Alessandro Fiesoli In sintesi sul Franchi: il sindaco ha sostenuto che il Franchi, a suo dire, non può essere venduto, ma è stato subito smentito in diretta dal Soprintendente. Solo questo dovrebbe far capire come tutta la vicenda stadio Franchi non sia chiara neanche a chi ne è il proprietario (il Comune). Ora, come firmatario del comitato pro-restyling del Franchi, detto per inciso, per me sarebbe molto facile rispondere a tono, compresi eventuali/occasionali/immaginari colleghi, a tutti coloro che in queste settimane ci hanno a) criticato (e fin qui, naturalmente ok), b) ignorato c) attaccato, insultato, deriso per aver sostenuto, a suo tempo, la possibilità anche di venderlo, il Franchi, a condizione, ovvio, che ci sia da parte di Commisso un eventuale interesse all’acquisto. Ma non sono i miei toni, e mi accontento della smentita di Pessina a Nardella. In attesa della risposta di Commisso alla perizia di 22 milioni per i terreni Mercafir. E sperando che si pensi prima di tutto alla squadra…Saluti e auguri

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