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Pendolari: “La tramvia 3.2 non risolve i problemi di chi arriva in città per lavoro o per studiare”

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Sconcerto dal gruppo di lavoro che ha stilato delle osservazioni sul progetto di tranvia 3.2 sulle recenti dichiarazioni di Nadella. L’approssimazione e il trionfalismo che traspaiono dagli annunci del sindaco di Firenze appaiono quanto mai irrealistiche e socialmente discutibili.
Il sindaco sostiene che con tranvie e “scudo verde” si dimezzerà il traffico a Firenze. I cittadini sono abbastanza stanchi di sentire annunci non supportati da dati certi; sarebbe estremamente utile vedere gli studi su cui si basano queste dichiarazioni.
Dal progetto della tranvia 3.2 si legge che i progettisti prevedono una diminuzione del 10% del traffico nel quartiere Gavinana e probabilmente sono dati ottimisti.

Gli effetti meravigliosi immaginati per lo “scudo verde”, se non esiste una valida alternativa per i pendolari che giornalmente arrivano a Firenze, sarà solo una gabella ulteriore per chi deve recarsi a lavorare o studiare in città: le tranvie non sono una risposta né razionale, né efficace ad intercettare il traffico pendolare. La soluzione sarebbe il potenziamento delle ferrovie con l’introduzione di un servizio molto più efficiente, creando un servizio metropolitano e suburbano di treni leggeri dalle forti accelerazioni per intercettare i pendolari all’origine. Pensare di raccoglierli tutti alle porte di Firenze è un’idea folle oltre che impossibile, costringerebbe i quartieri esterni a diventare enormi parcheggi e allungherebbe i tempi di viaggio di chi si reca a Firenze. Nel caso della progettata tranvia 3.2 tutto ciò è evidente: si ignora la ferrovia che giunge dal Valdarno e la val di Sieve e si pensa di riempire di parcheggi l’area di Bagno a Ripoli (che sarebbero comunque insufficienti).

Sostenere che si potranno aumentare i servizi locali con l’entrata in servizio del sottoattraversamento TAV è smentita, oltre che dalle difficoltà di riprendere i lavori, proprio da contratto di programma fatto tra Regione Toscana e Ferrovie dove nei prossimi 15 anni si prevede solo acquisto di nuovi treni (non mezzi leggeri adatti ad uso metropolitano) per sostituire molti di quelli esistenti che risalgono al secolo scorso.

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