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Da fiorentini chiediamo scusa alla mamma di Gasperini ma lui vanta un irreprimibile sentimento di antipatia, del tutto meritato

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Che lo stadio non sia un ambiente per educande è noto. Purtroppo dentro e fuori il campo la violenza e il trivio verbale la fanno da padroni. Spesso si usa l’ironia, purtroppo altrettanto spesso ci si rassegna all’insulto più sconcio. E purtroppo riguarda tutti, senza limiti di censo o confini geografici. Quello sviluppato a Firenze è tra i più comuni. La versione ispanica “hijo de puta” è magari più esotica anche se il significato resta il solito. Ed è una abitudine da condannare senza se né ma.

Senza voler difendere comportamenti esecrabili si tratta di frasi usate con un discutibile gusto del paradosso. Vorrei dire che si persegue più l’effetto scenico che altro. Certo dietro tutto nello specifico ciò c’è un irreprimibile sentimento di antipatia verso Giampiero Gasperini (del tutto da lui meritato) senza alcun giudizio morale, però, sulla sua mamma, che oggi scopriamo essere stata anche una partigiana. A Lippi toccò più o meno lo stesso ma Marcello reagì in modo molto diverso. Gasperini invece ha preferito comportarsi come un tifoso in curva, ribattendo alla maleducazione e all’insulto con la stessa moneta. Più o meno da sempre allo stadio si è fatta truculenta ironia sulle virtù delle mogli dei vari arbitri, come sulla moralità loro e dei consorti.

A Verona hanno evocato il terremoto contro i napoletani che preferirono rispondere offuscando crudelmente il mitico ricordo di Giuletta. Tra romanisti e laziali, milanisti e interisti, genoani e sampdoriani, livornesi e pisani, si dicono di tutto offendendosi fino alle più antiche generazioni. E qui ci si è inventato il concetto di discriminazione territoriale per evitare di parlare di razzismo. Sul versante del colore della pelle poi, c’è un’intera antologia di episodi che di volta in volta vengono tirati da una parte o dall’altra a seconda dei comodi o delle convenienze di ciascuno. Non volendo restar prigioniero di un infinito dibattito tra sociologi, preferisco da fiorentino chiedere scusa alla mamma di Gasperini, rassicurandola che nessuno da queste parti ce l’ha con lei. Hanno voluto invece beccare lui nella Santa Barbara dei suoi sentimenti, in modo becero ma senza alcun riferimento a fatti o a persone. A Firenze si dice: per i bischeri un c’è paradiso…

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