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FIORENTINA Godiamoci la festa, ma le buone intenzioni di Pradè, avallate da Joe Barone, devono trovare risposta

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di Massimo Sandrelli

Il calcio è sofferenza e gioia. La sofferenza è quella tra le lacrime di quel bambino napoletano inquadrato impietosamente dal regista televisivo. La gioia è quella di Chiesa, Iachini, di Vlahovic, dei panchinari tutti che al secondo gol si sono rufolati tra l’erba del San Paolo, felici e increduli di essersi riscoperti una squadra, un gruppo che può far bene. Qualcuno aveva detto: un pareggio a Napoli sarebbe un miracolo. Non riusciamo a trovare il superlativo di miracolo, allora intanto godiamoci la festa.

La Fiorentina si è ritrovata come squadra normale, diretta da un allenatore normale, che applica idee di calcio normale. Il merito di iachini è di aver messo ordine nella rosa e di predicare equilibrio. Certo il Napoli sembra il fratello povero di quello di Sarri. In più le assenze di Koulibaly e Mertens non sono cosa di poco conto. Ma il successo di una squadra è quando si riescono a valorizzare tutte le qualità dei singoli. La Fiorentina scarseggia a centrocampo, a parte quel meraviglioso funambolo che è Castrovilli, allora bene con la palla lunga che esalta la velocità di Chiesa, di Cutrone ma anche di Lirola che comincia a somigliare a se stesso. E se il possesso palla scende sotto il 40 per cento che importa.

Insomma nell’emergenza si fa con ciò che si ha a disposizione senza inseguire l’impossibile. Detesto gli allenatori che parlano del “loro” modulo. Godiamoci la festa. Sono tornati entusiasmo e autostima. Lo si nota in tutto. Federico Chiesa, una volta richiamato in panchina, ha continuato a incitare i compagni come un forsennato, per poi regalare un grazie al suo nuovo allenatore, come dire che con quello vecchio non era proprio così. Gioia e buoni sentimenti ma guai a dimenticare.

Oggi è festa ma da lunedì le buone intenzioni di Pradè, avallate da Joe Barone, devono trovare risposta. Alla Fiorentina servono dei rinforzi. Un centrocampista e un difensore, almeno, per rifinire il gruppo e uscire dall’emergenza. L’obiettivo minimo per “fast fast” Rocco è riguadagnare la colonna sinistra della classifica e per compiere questa piccola impresa non è sufficiente l’entusiasmo. Se, come lui ha sempre detto, i soldi ci sono, allora che ci si dia daffare. Il calcio, si diceva, è sofferenza e gioia ma è meglio la gioia.

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