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Adesso un patto fra Commisso e Nardella per il NUOVO FRANCHI nell’interesse di città e Fiorentina

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di Alessandro Fiesoli
Comitato “Vogliamo il Franchi”
Manca l’ufficialità da parte della Fiorentina, ma da giorni le cronache cittadine e nazionali di giornali, siti, radio e TV private e pubbliche annunciano l’imminente NO di Commisso al bando delle illusioni del Comune per l’area Mercafir. Si aspetta il suo ritorno a Firenze per la conferma di un gran rifiuto, ormai dato per scontato, che rappresenterebbe la clamorosa bocciatura di un progetto fin dall’inizio vistosamente contrario, come da noi più volte evidenziato, ai tempi e ai costi richiesti dalla proprietà viola.
E ora? Il sindaco Nardella ha davanti a sé solo una strada. Tornare sui propri passi e decidersi a investire seriamente sulla ristrutturazione del Franchi, la casa viola da sempre, da rendere più bella, più moderna, più comoda, adatta alle esigenze di un grande club, compresi gli spazi commerciali all’interno dell’impianto e nell’area circostante, e finalmente coperta. Impegnarsi a tutto campo, è il caso di dirlo, per un NUOVO FRANCHI. E riprendere la prima idea dello stesso Commisso di ristrutturare il Franchi, idea sempre sostenuta da questo comitato, riaprendo il tavolo con la Soprintendenza e il Ministero dei Beni Culturali, nell’interesse della Fiorentina, dei suoi tifosi e della città. Per un’opera che, oltretutto, ha urgente bisogno di manutenzione.
Giovedì è in programma un sopralluogo della Commissione consiliare del Comune e del Quartiere 2 proprio per valutare le condizioni dello stadio che, senza gli interventi necessari, sta mostrando tutte le sue preoccupanti rughe. Una situazione che dovrebbe far riflettere le autorità cittadine. Davanti a uno stato di necessità, non fosse che per una questione di buon senso, certi paletti possono essere rimessi in discussione, nell’interesse generale. Anche, e non ultimo, per un problema di sicurezza, agibilità e decoro.
Se fin qui è stato “tutto sbagliato e tutto da rifare”, per dirla con Gino Bartali, il Sindaco ora ha la possibilità di riprendere la strada maestra e di porsi come mediatore tra la Fiorentina e il ministro Franceschini per individuare il punto di incontro necessario fra il progetto viola e le esigenze storico-artistiche della Soprintendenza. Per aiutare Commisso e per evitare che alla fine dello stadio non se ne faccia di niente, che sarebbe in assoluto la conclusione peggiore.
Nardella può prendere spunto dal modello-Bologna, dove il Comune partecipa alle spese del restyling, o da Bergamo, dove lo stadio vincolato è stato venduto all’Atalanta. Per trovare, tutti insieme, la soluzione più rapida e più sicura, visto che al Campo di Marte lo stadio esiste da novant’anni.
Un patto con Commisso per un NUOVO FRANCHI. Lo faccia, il Sindaco, spiegandolo bene ai tifosi, lasciando da parte progetti troppo complicati anche se più facili da vendere all’opinione pubblica, e non sarà solo. A Nardella e Commisso chiediamo rispettosamente di ascoltare le molte voci a favore del restauro, come quelle di Aldo Agroppi, Francesco Franchi, Claudio Nassi, Raffaello Paloscia, Sandro Picchi, Cesare Prandelli, Alberto Polverosi, Mario Sconcerti, firmatari e sostenitori del nostro comitato. E con loro altri tremila fiorentini. Palla al centro per un NUOVO FRANCHI.
Il Comitato Vogliamo il Franchi

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