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Coronavirus il gruppo FB #Firenzeunita per una sistemazione al personale sanitare per gli ospedali fiorentini

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di Elisabetta Failla

In questi tempi difficili, dove siamo tutti costretti a vivere in casa per combattere il “mostro invisibile”, è stata riscoperta la solidarietà. Quella vera, che non si limita alla semplice, seppur importantissima, donazione ad un’associazione di volontariato.

Spesso sono i social, in particolare Facebook, che mette in moto la volontà delle persone di aiutare e di mettersi veramente a disposizione degli altri. Un esempio è il gruppo #firenzeunita, aperto durante la qurantena e che in pochi giorni ha riunito oltre 3.400 persone con il motto “l’unione fa la differenza!”.

Creatrice del gruppo è Erika Coppoli, agente immobiliare, che ha in questi giorni di inattività ha deciso di mettere a disposizione della collettività la sua professionalità per aiutare il personale medico sanitario a cercare alloggi a Firenze ed in tutta la Toscana approfittando del fatto che tanti appartamenti, B&B sono ormai vuoti.

“Gli infermieri e OSS che vengono a lavorare negli ospedali fiorentini e toscani per sopperire alla carenza di personale hanno sette giorni per trovare un alloggio e trasferirsi – spiega Erika Coppoli – grazie a questo gruppo le persone generosamente mettono a disposizione appartamenti, destinati ad affitti turistici, camere in B&B per ospitarli nella maggior parte dei casi gratuitamente o a prezzi scontati oppure con una spesa modesta per coprire le utenze”.

#firenzeunita ha così messo in contatto in modo la domanda con l’offerta rendendo più semplice lo spostamento. “Siamo partiti da Firenze – prosegue la creatrice del gruppo – ma adesso le richieste si sono allargate a tutta la Toscana”.

Ma con la crescita del gruppo è sorta un’altra necessità di cui #firenzeunita si sta occupando. “In modo del tutto imprevisto anche diversi infermieri fiorentini ci sta contattando per avere un posto dove stare – conclude Erika Coppoli – in modo da evitare di tornare a casa dalla propria famiglia e quindi di metterla al rischio del contagio. Anche in questo caso facciamo del proprio meglio per aiutarli a trovare una sistemazione”.

Che dire se non grazie a questo gruppo e a tutto coloro stanno aiutando, e vorranno aiutare, tutti coloro che vengono in Toscana per curarci e combattere al nostro fianco per debellare il virus

 

 

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