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Coronavirus, il Nucleo Operativo Protezione Civile Logistica dei Trapianti raddoppia I suoi sforzi per salvare vite

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Il Nucleo Operativo di Protezione Civile Logistica dei Trapianti raddoppia i suoi sforzi perché c’è una sanità delle urgenze che, nonostante l’emergenza sanitaria che ha coinvolto il nostro Paese, deve andare avanti.  E’ quella delle urgenze inderogabili, degli interventi salvavita e dei trapianti.

Nel pieno dell’emergenza quest’eccellenza italiana capitanata da Massimo Pieraccini – fresco dell’onorificenza di Ufficiale al Merito della Repubblica Italiana “per il suo encomiabile contributo, la cura e la costanza con cui da anni è impegnato nelle delicate attività di trasporto urgente connesse a donazione e trapianto di organi”, non solo non si ferma ma anzi raddoppia i suoi sforzi.

Le missioni dei volontari del Nopc da quando è esplosa l’emergenza Cornavirus sono aumentate anche perché da tre settimane i colleghi di altre nazioni non entrano sul suolo italiano per pericolo del contagio.

Solo la scorsa settimana sono stati 9 i viaggi portati a compimento da 16 volontari. Circa 11.500 i chilometri percorsi sulle autostrade italiane e quasi sempre i Doni sono stati presi in consegna dai colleghi esteri allo scalo di Roma Fiumicino. Le città toccate Alessandria, Bologna, Brescia, Monza, Piacenza, Pisa (due volte di cui una per consegnare il Dono a un bimbo di meno di un anno) Siena e Verona.
E questa settimana si prospetta altrettanto impegnativa con al momento già programmati un prelievo di cellule staminali a Cagliari che proseguiranno il loro viaggio in un paese estero, tre missioni che partendo da Roma Fiumicino collegheranno rispettivamente Torino, Brescia e Bolzano, un viaggio da Verona ad Helsinki e una missione dal confine italiano-austriaco di Tarvisio ad Alessandria.

Sono settimane di “straordinari” per gli uomini e le donne del Nucleo Operativo di Protezione Civile Logistica dei Trapianti nonostante i voli cancellati e le frontiere chiuse. “Riceviamo tanta gratitudine da parte dei medici in questo difficile momento – afferma Massimo Pieraccini – e sappiamo che anche se non possono dimostrarcela la riceviamo anche da chi quel Dono lo aspettava con ansia. Noi immaginiamo sempre la loro faccia, ora più che mai, quando il medico entra nella loro stanza e gli dice sono arrivati. Abbiamo deciso di andare avanti nonostante tutto perché c’è chi non può aspettare. Per noi – prosegue – ieri è come oggi e come ogni altro giorno, ma voi se restate a casa e aiutate anche noi che a casa non possiamo restare!”.

 

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