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L’ Agenzia regionale di sanità ha esaminato i dati relativi agli stranieri residenti nella nostra regione. 347 (il 4,3%) sono risultati positivi al Coronavirus, e 6 sono morti

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Dall’inizio dell’epidemia uno dei temi dibattuti è se la popolazione migrante e straniera in generale si ammalasse meno di Covid. Molti i fattori e le ipotesi affrontate anche se con pochi elementi a disposizione per poter arrivare a considerazioni conclusive.

Quanti sono gli stranieri positivi in Toscana per SARS-CoV-2?

In Italia, al 1° gennaio 2019 la popolazione straniera residente era l’8,5% della popolazione totale dei residenti, e in Toscana, che rappresenta ancora un territorio in grado di attrarre la stabilizzazione di cittadini stranieri, la percentuale raggiunge l’11,2%.

Vediamo il loro coinvolgimento nell’infezione da SARS-CoV-2.

Complessivamente, alla data del 27 aprile 2020, sulla piattaforma dell’Istituto Superiore di Sanità (ISS), sono state registrate in Toscana 8.017 infezioni da SARS-CoV–2 sulla base dei dati raccolti dai servizi di Igiene e Sanità Pubblica dei Dipartimenti di Prevenzione. Su 8.017 casi considerati (l’87,6% dei casi totali rilevati dall’Unità di crisi della Regione Toscana e trasmessi alla Protezione civile a quella data), 6.781 risultano a carico di cittadini italiani (84,6%), 347 interessano cittadini stranieri (4,3%), mentre per 889 (11,1%) la cittadinanza risulta mancante. In linea con quanto osservato fra gli italiani, il rapporto di genere maschio/femmina vede le donne più coinvolte dall’infezione ma, a differenza di queste ultime, le straniere risultano in percentuale maggiore (straniere: 60,5%; italiane: 53,1%).

I paesi di provenienza riflettono le etnie che maggiormente risiedono sul nostro territorio, ad eccezione di quella cinese. I dati, infatti, mostrano ben 64 nazionalità presenti nella casistica toscana; la figura mostra come il 18,4% dei casi SARS-CoV-2 positivi provengono dall’Albania, il 15,3% dalla Romania, il 14,1% dal Perù, il 5,5% dalle Filippine e il 3,7% dal Brasile India e Marocco. Solo 11 i casi che sono riconducibili a Paesi con un sistema economico sviluppato. Fra i cittadini cinesi (che ricordiamo rappresentano il 13% dei residenti stranieri in Toscana) è stato registrato soltanto 1 caso. Quest’ultima informazione risulta oltremodo interessante, alla luce del fatto che la città di Prato ospita una delle più grandi comunità cinesi d’Europa e che, dato l’esordio dell’infezione, sembrava destinata a diventare un epicentro di Covid-19.

L’ultima informazione che presentiamo riguarda il luogo in cui è avvenuta l’esposizione.

Fra gli stranieri, 81 persone hanno contratto l’infezione sul luogo di lavoro e, di queste, 57 risultano operatori sanitari che operano prevalentemente all’interno di Residenze sanitarie per anziani (46). Dato che sono soprattutto le donne provenienti dai Paesi dell’est Europa e sud America (Perù) a svolgere professioni di natura assistenziale (in prevalenza agli anziani), l’informazione riguardante il luogo di contagio spiega, in parte, il maggior coinvolgimento del genere femminile fra gli stranieri provenienti da questi Paesi.

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