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“A causa della asfissiante burocrazia a rischio la sopravvivenza delle nostre imprese dalla crisi economica”

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di Maurizio Ciampolini

PRATO _ L’eccesso di burocrazia rappresenta indubbiamente uno dei più grossi fardelli per tutti i settori sociali ed economici della nostra bella penisola. La lunga attesa di un decreto che doveva chiamarsi “Aprile” e poi “Maggio”, prima che si optasse per un più mediatico “Rilancio” ha a sua volta partorito una montagna di pagine e complessivi 266 articoli e un trionfo di linguaggio burocratico. E serviranno quasi 100 decreti attuativi per darne dare piena attuazione.

Siamo di fronte pertanto a oltre un mese di ritardo, mentre avremmo avuto bisogno subito di risposte concrete e di immediata applicazione per dare liquidità alle imprese e sostenerle in un momento di grande difficoltà.

Se passano ere geologiche tra il dire e il dare, si cacciano nei guai i destinatari dei provvedimenti come purtroppo sta succedendo.

Un esempio ne è l’art 25, dove si parla di contributi a fondo perduto a favore di imprese dove, accertata l’esistenza o meno del diritto, bisognerà attendere l’adozione di uno specifico provvedimento attuativo dell’Agenzia delle Entrate per poi presentare l’istanza in via telematica entro i successivi sessanta giorni. In tale quadro di riferimento e stando alle previsioni, il contributo a fondo perduto potrebbe essere erogato se tutto va bene burocraticamente non prima di Agosto/Settembre 2020.

Altro esempio la cassa integrazione o meglio le casse integrazioni perché c’è la CIG la Cassa integrazione in deroga e il FIS: perché non una unica con semplici regole?

Fatto sta che le procedure sono diverse e diversi i tempi. Il risultato è che ad oggi ancora milioni di lavoratori stanno aspettando il pagamento dei mesi di cassa integrazione, forse riusciranno a riscuotere solo grazie al buon andamento del collocamento dei titoli di stato del 21 Maggio.

Da tutte le parti si asserisce che dopo il Covid-19 tutto cambierà, ebbene si cominci col dare uno scossone alle lentezze ed inefficienze della Pubblica Amministrazione, affinché non sia più ostile ai cittadini, ma onori i propri adempimenti con ‘disciplina ed onore’ come prescrive l’art. 54 della costituzione.

Va aggredita e smantellata la burocrazia che fa arrancare questo Paese in condizioni normali e che rischia di soffocarlo definitivamente nell’emergenza. È indispensabile mettere mano veramente al sistema Stato, che attualmente vede cittadini ed imprese sudditi senza diritti, ma solo doveri.

Servono provvedimenti comprensibili e immediati, procedure ridotte all’essenziale, pochi articoli inequivocabili. La priorità assoluta deve essere quella di accorciare il tempo infinito che passa da una decisione alla sua efficacia. Vale per la cassa integrazione e per tutti i bonus e gli incentivi che vengono erogati. Vale per il sostegno alle imprese, piccole, medie o grandi che siano. Se i soldi non arrivano a destinazione, l’effetto annuncio diventa una insopportabile strategia per guadagnare tempo. E il tempo, per tanti, è già scaduto.

I commercianti che hanno raccolto le nostre sollecitudini a favorire proposte e nuove regole per il mondo che inevitabilmente è cambiato, e cambierà, hanno evidenziato una seria preoccupazione per il crescente numero di norme spesso imprecise che stanno arrivando quasi quotidianamente. Queste norme provocano adempimenti, burocrazia e solo doveri per le imprese. Tutte queste norme imprecise, provocano anche controlli a tappeto ed ancora spesso multe, non di rado causate dalla discrezionalità delle norme. In questo momento dove i momenti sono difficili come non mai, crediamo sia giusto da parte di chi ci controlla usare un minimo di buon senso e di pazienza. Purtroppo chiuderanno senz’altro un gran numero di imprese, quelle poche che resisteranno dovranno essere aiutate non sanzionate. Tuttavia manteniamo la speranza che non debba necessariamente trasformarsi in utopia nella volontà. Non appena si uscirà dalla fase emergenziale, che il nostro Governo metta mano e ripensi completamente il rapporto Stato, Cittadini, Imprese, rivedendo completamente quelle regole che adesso danno solo doveri ed obblighi ai cittadini ed alle imprese. Spero vivamente che cadranno tutta una serie di muri burocratici e si potrà finalmente sperare in un sistema che non affossi la ripresa di molti, moltissimi piccoli e micro imprenditori delle filiere del commercio, dei servizi e del turismo.

Tutti dicono a parole di voler sconfiggere la burocrazia, ma sono in molti, politici e dirigenti, a propugnare lunghi passaggi cartacei, permessi e bollature, controlli e multe per mantenere il potere dello Stato e della casta, sui singoli cittadini.

Ci appelliamo al Governo e alla politica, per sollecitarli ed invitarli alla chiarezza ed alla semplificazione di tutto quello che da oggi in poi si potrà fare. Attraverso questa possibilità, speriamo concreta, i nostri imprenditori sapranno certamente affrontare nel miglior modo possibile le prossime sfide economiche, l’alternativa se non cambia nulla è solo la pandemia economica.

Nella foto Mauro Lassi, Presidente Confesercenti Prato

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