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Coronavirus, forte impatto sul settore immobiliare

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ROMA (ITALPRESS) – E’ forte l’impatto del Coronavirus anche nel settore immobiliare. E le misure di sostegno contenute nel decreto Rilancio non sono tutte sufficienti per favorire una ripresa di compravendite, locazioni e mutui. Nel mirino di Confedilizia e Fiaip (Federazione degli agenti immobiliari professionisti) ci sono in particolare il superbonus del 110% sulle eco-ristrutturazioni delle prime case e il bonus vacanze che riguarda solo le strutture turistico-ricettive. Per non parlare dell’imminente scadenza dell’Imu su cui il governo non ha indicato cambiamenti per la prima rata di giugno. “Il governo si è limitato a delegare la scelta ai Comuni: alcuni stanno rinviando ma è il solito caos per i contribuenti”, spiega all’ITALPRESS il presidente di Confedilizia, Giorgio Spaziani Testa, reduce dall’audizione in commissione Bilancio della Camera, dove ha messo l’accento anche sugli affitti commerciali: “E’ una norma alla quale teniamo molto quella sul credito di imposta del 60% sui canoni di locazione non abitativa. C’è una generica volontà di potenziarla: noi abbiamo chiesto che venga raddoppiata come periodo (ora riguarda i mesi di marzo-aprile maggio) perchè le attività stanno ripartendo a rilento”. Secondo Fiaip durante il periodo emergenziale non è stato possibile perfezionare circa 65mila contratti di locazione tra privati e 20mila trasferimenti immobiliari. “Ma è normale, era tutto fermo e non si poteva far niente”, osserva il presidente nazionale, Gian Battista Baccarini, annunciando a breve un aggiornamento dei dati, ed escludendo comunque che sia alle porte un crollo del mercato. Anzi. “Da quello che registriamo il mercato della prima casa sta avendo una spinta molto interessante dopo l’esperienza della quarantena”. Tutto sta ad agevolare un’effettiva ripresa con misure adeguate. Il superbonus è una di queste, ma va migliorato e non solo in termini di durata. “Con i giusti correttivi noi crediamo che possa avere una visione strategica a medio e lungo termine, ma diciotto mesi sono pochi, quindi per noi dovrebbe durare almeno cinque anni, fino a fine 2025”, spiega Baccarini. Quanto al bonus vacanze da 150 a 500 euro, “è strutturato male – taglia corto Spaziani Testa – e riteniamo una discriminazione il fatto di tener fuori le case date in affitto per fini turistici, perchè se si vuole facilitare la vacanza in Italia non si vede perchè debba essere favorito solo un tipo di ospitalità”. Qualche dubbio sulla natura di questo bonus lo solleva anche Baccarini (“la dimenticanza non so quanto non sia voluta”), che tuttavia osserva: “E’ un incentivo positivo, ma noi presenteremo un emendamento per estenderlo anche alle locazioni brevi, che oltretutto permettono di evitare gli assembramenti e contribuiscono al rilancio dei consumi nella stagione turistica”.
(ITALPRESS).