Home Focus Nello sfogo di Rocco si avverte il sapore di un’esperienza diversa rispetto...

Nello sfogo di Rocco si avverte il sapore di un’esperienza diversa rispetto alle sue attese. E’ un uomo intelligente e saprà leggere le critiche

128
0

Di Massimo Sandrelli

Rocco ha parlato. Nelle sue parole si avverte il sapore di un‘esperienza che si sta rivelando tutt‘altro rispetto alle sue attese. Se non altro ora ha idee più chiare. Il calcio italiano è molto diverso da come si può immaginare dall‘altra parte del mondo. Soprattutto è reso complicato dalle complicazioni di un Paese culturalmente complicato. Prendiamo le Soprintendenze. Sono strutture ideologicamente inammissibili per chi viene dagli States. Il loro giudizio è, spesso, soggettivo e si forma con una discrezionalità così ampia che non è concessa neppure ai giudici che comunque devono agire entro i limiti oggettivi stabiliti dalla legge. E Rocco si chiede, perché Milano decide in un modo, Bologna in altro e Firenze in un altro ancora? Non trova risposte, ma non è il solo, e si indispettisce.
Allo stesso tempo, però, Rocco ha capito che nel calcio contano più i ricavi che i costi. “Non sapevo che avevamo più di 40 giocatori tesserati (?) e i nostri costi sono aumentati. Bisogna aumentare i ricavi“. Già, e i ricavi nel calcio si aumentano in modo sostanziale con i diritti televisivi e quelle cessioni che fanno guadagno. Nel primo caso servono risultati e una buona classifica che consentano la ribalta europea. La seconda opzione è riservata a quelle società che preferiscono far cassa al risultato sportivo. Quindi la priorità per un presidente ambizioso come lui è la squadra.
Sul mercato, Rocco, è stato poco diplomatico. “Non ho messo bocca, meriti e colpe sono di Barone e Prade‘.“ Ma il mercato è uno degli argomenti principali. Lui parla di Percassi. Ebbene, l‘Atalanta sviluppò molto tempo fa un programma poliennale creando una rete di osservatori e specialisti che hanno consentito alla società orobica di pescare prima e meglio su tutto il territorio nazionale e oltre. Certe cose non si improvvisano. Dice sempre Rocco, abbiamo speso 350 milioni nel primo anno. Vero ma, non ce ne voglia, i risultati dell‘investimento si vedono poco. Nel calcio non basta investire molto, serve investire bene. Si guardi l‘Inter. Ha speso tanto in giocatori tanto per l‘allenatore per arrivare seconda. Tazio Nuvolari diceva che il primo vince, il secondo ha perso tempo…
Rocco ha anche tenuto a precisare che lui i soldi ce l‘ha, fatto che rincuora tutti i tifosi oltre i suoi azionisti.
Ma ciò che ci conforta è che rinnova il suo impegno nei confronti di Firenze e la Fiorentina. E dato che spende oltre il novanta per cento del suo tempo a occuparsi di questa impresa, siamo convinti che saprà intervenire per correggere gli errori commessi. Ha confessato di essersi pentito della scelta Montella. “Avevo studiato i suoi risultati…“ Non basta l‘almanacco Panini, spesso è meglio scambiare due parole con i giocatori e con il capitano per conoscere l‘aria dello spogliatoio. Cinque sconfitte e due pareggi (finale campionato 2018/2019) sono sempre un bilancio disastroso.
Sono convinto che Rocco Commisso possa far bene. Deve trovare pazienza e custodire gelosamente il proprio entusiasmo per fare calcio. La conferma di Iachini è stata una mossa di saggezza. Ora deve programmare il futuro confrontandosi con chi il calcio conosce e guardandosi dagli imbonitori. Un mio ex amico dice che il calcio è un gioco stupido per persone intelligenti. E Rocco è senz‘altro un uomo intelligente. E non abbia timore delle critiche. Firenze tutta ama la Fiorentina e quando i fiorentini criticano chi la gestisce lo fanno sempre per un indomabile impeto d‘amore.

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here