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Open Fiber,project financing sale a 4,1 mld a supporto piano industriale

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ROMA ) – Cresce la rete di Open Fiber e cresce il progetto finanziario al servizio del nuovo piano industriale approvato dalla società a maggio. Dopo aver già cablato, con una rete in fibra ottica, 9 milioni di unità immobiliari su circa 20 milioni a fine piano, il nuovo piano industriale messo in campo dalla società nel mese di maggio poggia su 3 obiettivi principali: accelerare la copertura delle aree in Digital Divide, portare la rete interamente in fibra ottica in alcuni importanti distretti industriali (aree grigie), arricchire il portafoglio dei servizi sviluppando soluzioni innovative di edge computing e connettività per il segmento delle imprese. L’azienda ha definito, in un tempo record, con un pool di Banche internazionali di primaria importanza, BNP Paribas, SociètèGènèrale e UniCredit – i termini per l’incremento dell’importo del project financing siglato nel 2018 per ulteriori 675 milioni di euro. Il valore del finanziamento salirà così da 3,5 miliardi a 4,145 miliardi di euro complessivi. L’operazione deve ora passare al vaglio degli altri istituti finanziatori della società per l’implementazione operativa dell’accordo.
Un aspetto importante, intrinseco al DNA di Open Fiber, riguarda la sostenibilità del progetto. Oltre all’incremento della linea di credito è stata, infatti, prevista la possibilità di rendere l’operazione Green dal 2021. “E’ motivo di grande soddisfazione vedere come il mercato, riconosca il valore del progetto e Open Fiber”, ha dichiarato Elisabetta Ripa, Amministratore Delegato di Open Fiber. “L’ampliamento del finanziamento, unitamente all’apporto di capitale sottoscritto recentemente dagli azionisti, a supporto del nuovo Piano Industriale della Società, è l’evidenza concreta dell’apprezzamento da parte dei nostri stakeholder dei progressi conseguiti nella realizzazione di una infrastruttura moderna interamente in fibra e degli investimenti realizzati per generare valore condiviso per tutto il paese”
“Il riscontro delle banche organizzatrici – continua Mario Rossetti CFO – è una ulteriore conferma di come il modello di rete di accesso neutrale, aperta a tutti gli operatori, sia quello prediletto non solo dagli operatori nostri clienti ma anche dagli investitori finanziari e dai fondi infrastrutturali”.
(ITALPRESS).