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Dalle corde di Giuliani alle ‘macchie’ di Gordigiani: una storia tra Toscana e Puglia

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Una storia tra la Puglia, Vienna e Firenze nel segno dell’arte, musicale e pittorica. E’ quella che lega la Toscana e la Puglia nel segno del maestro Mauro Giuliani (Bisceglie 1781-Napoli 1829), uno dei più rappresentativi compositori della chitarra. Una storia che affonda le radici nella prima metà del 1800 e che si rinnova attraverso le sinergie dell’Associazione Nazionale Case della Memoria che, nata in Toscana, abbraccia tra le 81 realtà che la compongono anche la Casa Museo Giuliani di Bisceglie (BAT), prima istituzione pugliese entrata a far parte della rete di case museo.

La casa, grazie all’impegno del Cavalier Nicola Giuliani, tiene viva la memoria dell’artista di origini pugliesi Mauro Giuliani, il più importante e il più famoso personaggio nato a Bisceglie, che in epoca protoromantica rilanciò la chitarra nella versione a sei corde e fu artefice a Vienna di una vera e propria rivoluzione musicale. Fu lui a portare la chitarra, utilizzata fino ad allora quale umile strumento di accompagnamento nelle piazze, o al più per esecuzioni da camera, a diventare protagonista solista nella grande orchestra.

Dalla Puglia a Vienna, il nome di Giuliani e la sua vena artistica sono legati anche alla Toscana attraverso diverse strade. La prima è quella percorsa dal figlio maggiore di Mauro, Michele. Professore di canto, sposò Leontina Vendramini figlia del noto incisore Francesco Vendramini attivo in Russia dal 1808. Tra il 1828 e il 1829 la famiglia di Michele Giuliani abitò a Firenze, in via dei Servi, nel nucleo famigliare dei Vendramini. Lì nacquero anche le figlie Matilde e Paolina la quale poi andò in sposa al conte Agostino Fantoni di Firenze.

La figlia di Mauro, Anna, sposò invece il musicista fiorentino Luigi Gordigiani che aveva studiato pianoforte e si dedicò alla composizione melodrammatica di canti popolari toscani. Anna si trasferì infatti da Vienna a Firenze per raggiungere suo fratello Michele e visse per qualche tempo nello stesso nucleo famigliare. Fu quindi promessa sposa del maestro Gordigiani. Il matrimonio fu celebrato con sfarzo nella villa privata di Fiesole dello scultore Lorenzo Bartolini, il 19 ottobre del 1828. È curioso osservare come le storie dei grandi personaggi si intreccino fra loro, non solo nel passato: oggi, infatti, la casa museo dedicata a Mauro Giuliani e la casa natale di Bartolini a Savignano, nel Comune di Vaiano (Prato), “convivono” all’interno della rete delle Case della Memoria.

Dall’unione di Anna e Luigi nacque Michele Gordigiani (Firenze, 29 maggio 1835 – Firenze, 7 ottobre 1909), celebre pittore fiorentino della scuola dei Macchiaioli e ritrattista di casa Savoia. È a lui che si deve la raffigurazione della madre, Anna Giuliani: un ritratto è esposto a Palazzo Pitti, mentre un secondo fa parte della collezione privata dei discendenti dei Gordigiani e Giuliani.

Michele Gordigiani ebbe a sua volta un figlio, Eduardo: anche il pronipote di Mauro Giuliani coltivò la propria vena artistica e si dedicò alla carriera pittorica. Il suo autoritratto è conservato nella collezione privata Giuliani a Bisceglie, all’interno della casa museo che custodisce preziosi reperti, immagini e documenti del celebre compositore protoromantico e della sua famiglia. Anima della Casa Museo è il Cavalier Nicola Giuliani, autore di varie biografie e opere dedicate all’illustre antenato. L’ultima, del 2015, è “La Sexta Cuerda. Vida narrada de Mauro Giuliani” pubblicata in Spagna dall’editore valenziano Piles: raccoglie i frutti delle ultime ricerche biografiche e dei più recenti rinvenimenti documentari.

«La Casa Museo Giuliani – spiega il Cavalier Nicola Giuliani – è stata realizzata in un palazzo del 1794 nel cuore del centro storico pugliese di Bisceglie e ospita un centro documentario sul musicista e sul suo tempo. Sono infatti esposte prime edizioni originali del maestro, epistolari, ritratti, antichi metodi per chitarra e una chitarra, suonata dal compositore e costruita nel 1804 dal più importante liutaio napoletano Gennaro Fabbricatore. A raccoglierne l’eredità storica è l’Associazione Nazionale Case della Memoria che rappresenta anche Casa Museo Giuliani».

Mauro Giuliani era dotato di una straordinaria abilità nel trattare lo strumento. Si trasferì dalla Puglia a Vienna sul finire del 1806 e fu ammesso non solo negli ambienti di corte, ma anche in quelli artistici, stringendo amicizia con i pianisti Moscheles, Diabelli, Hummel, e il violinista Mayseder, conoscendo personalmente Beethoven. Nel 1815 si esibì al congresso di Vienna e nel 1819 tornò in Italia. Operò a Roma dove costituì, con Paganini e Rossini, quello che fu definito il “triumvirato musicale” e concluse la sua carriera a Napoli dove morì in strada Chiaia alla mezzanotte del 7 maggio 1829. Ma la sua storia, la sua arte e la sua memoria continuano a vivere ancora oggi.

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