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Ceccardi? Scelta sbagliata a priori. Ha spalancato le porte di Firenze e Siena a Giani. Poi? Fuga per una comoda poltrona (già annunciato) in Europa

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Foto Mauro Scrobogna /LaPresse 18-09-2020 Firenze, Italia Politica Elezioni regionali - manifestazione chiusura campagna elettorale Forza Italia, Fratelli d’Italia, Lega Nella foto: Susanna Ceccardi chiude load campagna elettorale per l’elezione a presidente della regione Toscana Photo Mauro Scrobogna /LaPresse September 18, 2020  Florence, Italy Politics Regional elections - demonstration to close the election campaign Forza Italia, Fratelli d'Italia, Lega In the photo: Susanna Ceccardi close the electoral campaign for the election as president of the Tuscany region

di  Umberto Cecchi

A un paio di ‘stratetghi’ della squadra Ceccardi avevo detto fin da prima dell’inizio della campagna elettorale, che avrebbe perso quella che sarebbe stata la sfida della su vita – per carità ne verranno altre, ma nessuna come quella appena conclusa. – Chi conosce la Toscana e il sistema composito della scacchiera delle sue città chiave, non avrebbe mai cominciato con le dichiarazioni fatte con il tono dell’ipse dixit, che rimescolavano le carte di una geopolitica secolare. Che non è conservatorismo, ma storia e cultura insita nella gente. La sua prima dichiarazione sosteneva che era arrivato il tempo di spostare l’asse della guida della Toscana sulla costa. Poi ci fu la volta che ‘bisogna finirla con questa storia dell’aeroporto’. Facendo capire che lei avrebbe complicato una partita già complicata, riportando l’attenzione su Pisa, che guarda caso nell’aeroporto di firenze è in società. Tutto questo si puo’ anche fare, senza dubbio, ma chi corre per governatore della toscana, non lo dice, ci penseranno poi i fatti, a chiarirlo.

E fra i non si dice – anche se poi si fa – ci sono dichiarazione avventate. Assolutamente non riflettute. Come: se perdo vado in Europa. Ma come? Si fa una battaglia per cambiare radicalmente le cose, come ci si affanna a dire, poi, in caso di sconfitta la candidata a governatore non fa il capo dell’opposizione, tenendo fede all’impegno di lottare per la regione che ha preso candidandosi, di difenderla farla sviluppare al meglio e battersi contro quelli che sono ritenuti cattivi amministratori, poi se si perde, si va in Europa, dove c’è così poco da fare? Io consiglierei a Susanna Ceccardi di prendere il posto che le spetta e che i suoi elettori le hanno consegnato, e lavorare per questi cinque anni a venire. Ne ha la capacità lo spirito e il carattere battagliero che si richiede. Convinto come sono che un cambiamento profondo in Toscana sarebbe necessario dopo sessanta e più anni di guide tutte di sinistra, che hanno prodotto una incrostazione nella macchina amministrativa, sociale, economica e culturale: sempre gli stessi al potere tanto da creare una sorta di salamoia politico amministrativa che si ripete di generazione in generazione, penso che una opposizione fattiva, sarebbe più che utile.

La maggioranza ripete da sempre che va tutto bene e i cittadini senza sapere cos’è che vada tutto bene, scuotono la coda come cani fedeli. La Ceccardi si è alienata fin dall’inizio alcune città toscane compreso il capoluogo, Firenze, o uno dei centri culturali e artistici più impegnati come Siena, che pur reduce dalla ferite del Monte dei Paschi non ha mollato i vecchi amori.

Alle quattro di lunedì pomeriggio, sui primi gli exit poll mi hanno chiesto in una Tv se pensavo che avrebbe vinto davvero Giani o il risultato si sarebbe ribaltato. Avevo risposto che avrebbe vinto Giani, anche perché mancava ancora il completo spoglio di Firenze dove alla fine Giani ha preso il 57 per cento dei voti, e la Ceccardi 31. Come volevasi dimostrare. A Siena Giani ha avuto il 53 per cento e la Ceccardi il 30. Non so quali altre elezioni affronterà nella vita la candidata leghista – tante, le auguro – ma si ricordi della lezione toscana, che ha combattuto con grande determinazione, ma stia attenta alle dichiarazioni avventate, ai cattivi consiglieri e agli ‘esperti’ improvvisati.

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