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Case della Memoria: fondo per il funzionamento dei piccoli musei, un decreto «da ripensare»

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L’Associazione Nazionale Case della Memoria si unisce a quanto già dichiarato da ICOM Italia e altre associazioni museali italiane (ANMLI, AMEI, ANMS e SIMBDEA) che hanno espresso il proprio dissenso sul Decreto ministeriale del Mibact n.451 del 9 sul riparto del Fondo per il funzionamento dei piccoli musei, inviando una lettera al ministro Dario Franceschini.

In sintesi, ciò che si contesta è la dubbia definizione dei beneficiari del provvedimento e dei criteri di erogazione dei finanziamenti. Le associazioni sono contrarie anche all’istituzione di una categoria “piccoli musei” per i quali non viene indicata una precisa definizione, ma per cui al contempo si propone di creare un Osservatorio da cui si esclude la Commissione nazionale cui compete la verifica dei requisiti per l’accreditamento al Sistema Museale Nazionale.

«Anche noi, in qualità di associazione museale italiana che fa parte della Conferenza Permanente delle Associazioni Museali, aderiamo alle osservazioni delle altre associazioni – commenta il presidente dell’Associazione Nazionale Case della Memoria Adriano Rigoli -. In qualunque modo si intenda classificarle, le case museo italiane dei Grandi Personaggi sono comunque piccoli musei per dimensioni, ma grandi per i personaggi della cui vita e attività artistica e scientifica rappresentano».

«Serve un ripensamento di questo decreto – aggiunge il vicepresidente dell’Associazione Nazionale Case della Memoria Marco Capaccioli -. Si tratta di un documento che non restituisce la complessità delle strutture presenti sul nostro territorio, quel patrimonio diffuso che in pochi al mondo possono vantare. Un patrimonio da tutelare ora più che mai, attraverso misure inclusive e non discriminatorie. Servono soluzioni lungimiranti, capaci di sostenere e abbracciare realtà diversissime fra loro ma ugualmente importanti per il mantenimento della nostra varietà culturale».

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