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La street art rinnova il carcere e piazza Dalmazia

Lorenzo Ottanelli
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Un grande murale verrà realizzato alla casa circondariale Mario Gozzini di Firenze. La giunta ha approvato il progetto “La scritta che buca” della cooperativa Cat, portato all’attenzione dall’assessore alle politiche giovanili Cosimo Guccione, finanziato dal Comune e da Cassa di Risparmio Firenze.

Il murale coprirà i 100 metri della facciata esterna e verranno anche dipinti alcuni spazi interni che ospitano la didattica. I detenuti saranno supervisionati dall’artista Nico Lopez Bruchi. I lavori inizieranno a fine mese.

“L’arte non ha barriere – ha detto l’assessore Guccione – e questo progetto porta la bellezza in un luogo che ne è carente. I ragazzi detenuti realizzeranno qualcosa che possono sentire proprio in un luogo di isolamento e separazione”.

“Il carcere è parte integrante del quartiere e della città – sostiene il Presidente del Quartiere 4 Mirko Dormentoni –  Il murale sarà la rappresentazione di un ponte simbolico tra il carcere e la comunità locale”.

“Con questo progetto l’arte – afferma Gabriele Gori, Direttore Generale di Fondazione CR Firenze – entra in un luogo di chiusura e isolamento come quello del carcere. Il nostro scopo è quello di generare un welfare della cultura”.

Oltre al progetto della casa circondariale, il Comune ha approvato anche la realizzazione di un murale sul chiosco de ‘Le Trippaie’, in piazza Dalmazia e che vedrà coinvolto l’artista Rame 13.

In piazza Dalmazia i lavori partiranno nei prossimi giorni. Gli artisti coinvolti nei due progetti costituiscono il collettivo Elektro Domestik Force che ha realizzato opere di arte sociale in tutta la Toscana.

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