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Covid, De Micheli “Scuola anche sabato e domenica non è tabù”

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“Le scuole vanno riaperte quando ci sono le condizioni per riaprirle. Vediamo a che punto stanno, il 9 dicembre, i contagi”. Così, in un’intervista a la Repubblica, la ministra delle Infrastrutture e Trasporti Paola De Micheli che, sulla situazione trasporti aggiunge: “Siamo tornati alla capienza del 50% e dobbiamo restarci almeno fino all’estate. Oggi per garantire lo stesso servizio in una città come Milano servirebbe far uscire dall’autorimessa, dalle 7 alle 9, altri 500 mezzi pubblici. Impossibile, dovremmo togliere dalle strade le automobili. A Milano possiamo aggiungere ottanta pullman, non di più. Lo stesso ci dicono le simulazioni su Roma, Napoli.

Quasi tutte le città metropolitane non sono nelle condizioni di ospitare numeri così alti di nuovi mezzi pubblici”. Quindi, per un trasporto a prova di contagio serve “lo scaglionamento degli ingressi e delle uscite da scuola”, anche perchè gli attuali ingressi sfalsati dalle 8 alle 9 sono “largamente insufficienti. Dobbiamo spalmare l’entrata e l’uscita degli studenti sulle prime dodici ore della giornata, dalle 8 alle 20”. All’orizzonte anche la possibilità di distanziare gli ingressi nell’arco della giornata e allungare il servizio nel weekend. “Certo, siamo in emergenza e credo sia necessario fare lezioni in presenza anche il sabato”. Quindi il ministro non esclude la domenica. “Sono decisioni che vanno condivise con tutto il governo, ma, dicevamo, siamo in emergenza e bisogna far cadere ogni tabù. Ce lo chiedono diverse Regioni. Anche gli orari delle attività produttive dovranno essere cambiati, cadenzati”.