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Mobilità sostenibile. “L’impatto dei gas dei cantieri più dannoso rispetto al sistema bus a gasolio”

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La situazione di pandemia/sidemia che stiamo vivendo, assieme all’obsolescenza dei progetti esistenti, impone una moratoria su tutti i progetti infrastrutturali in Italia e anche in Toscana; questa è la conclusione della giornata di incontro sul web organizzato dal  Gruppo di lavoro “Mobilità Sostenibile Nell’Area Metropolitana Fiorentina” assieme al LaPEI dell’Università di Firenze.
L’aeroporto di Firenze, in questa fase è paragonato ad un’auto senza libretto di circolazione guidata da un autista senza patente.
Il Passante dell’alta velocità in sotterranea e la stazione Foster; un progetto impantanatosi per le troppe criticità ed errori, vecchio di oltre 25 anni, dagli impatti ambientali e urbanistici troppo pesanti e non mitigabili.

L’Argomento centrale e attuale è risultato il sistema tramvie

Il sistema delle tranvie che, se garantisce un buon servizio su alcune direttrici, crea zone penalizzate dalla carenza di trasporto pubblico, risulta sovradimensionato per la città e grava pesantemente sulle periferie, sulle zone limitrofe al centro, è estremamente costoso, è caratterizzato da una impostazione  incapace di dare risposte complessive “di rete” alla mobilità dell’area metropolitana, soprattutto al mondo dei pendolari fuori dal capoluogo.

Costi benefici

È stato presentata una analisi costi/benefici ambientali delle tranvie da cui risulta che l’impatto dei gas climalteranti dei cantieri e della realizzazione risulterebbe svantaggioso addirittura in confronto con un sistema di bus a gasolio; impatti simili si avrebbero anche con nuovo aeroporto e sottoattraversamento TAV. Tutto ciò stride fortemente con le direttive del green deal proposto in studio nell’UE.  Sono state presentate alternative ecocompatibii di smart city (Tiffany Geti, urbanista) sicuramente adattabili alla città di Firenze con mezzi ecologici alternativi alle impattanti tranvie, al momento elettrici, ma in prospettiva con mezzi di stoccaggio energetico molto più efficienti (Fuel cell per alimentazione a idrogeno).

 

Pendolari e servizio ferroviario

Rappresentanti dei pendolari hanno presentato le difficoltà che esistono nel servizio ferroviario che è totalmente subordinato alla garanzia della puntualità dei treni alta velocità, mentre affollamento e ritardi sono il pane quotidiano dei treni regionali; quelli del Valdarno costretti a continui inchini ai treni AV, quelli del Mugello la cui linea avrebbe potenzialità enormi come servizio metropolitano, mentre treni obsoleti e chiusura di stazioni di incrocio stanno minando il servizio, quelli della Piana dove praticamente non esiste trasporto pubblico salvo sulla sottoutilizzata linea per Prato e Pistoia. Le semplici proposte da questi gruppi garantirebbero un servizio molto più efficiente e favorirebbero il trasferimento di viaggiatori dalla strada al treno.

Alessandro Capecchi, urbanista anche lui, ha presentato lo scenario che il LaPEI ha elaborato negli ultimi tempi per chiudere le maglie di un trasporto pubblico attualmente inesistenti, tale da creare una vera rete capillare di mobilità che sarebbe davvero alternativa all’eccessivo traffico privato.
Se queste prospettive pongono problemi ancora da risolvere, certamente dimostrano come grandi infrastrutture non rispondano nemmeno alle nuove esigenze e come sia indispensabile andare ad una moratoria nei nuovi e nei vecchi cantieri per andare ad una vera progettazione della mobilità al servizio dei cittadini.

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