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In Italia la fecondazione assistita è ancora poco conosciuta

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Nello stufio commissionato da IVI all’Istituto Ixè c’è la conferma che in Italia la fecondazione assistita è un campo ancora poco conosciuto. Nel nostro Paese le conoscenze in merito alle tecniche di PMA, al social freezing, alla diffusione della sterilità di coppia, sono ancora molto basse.
Lo studio ha preso in esame un campione di 614 individui di entrambi i sessi tra i 25 e i 44 anni, nell’arco di tempo compreso tra il 31 agosto e l’11 settembre 2020. Solo 2 intervistati su 10 dichiarano di aver sentito parlare di congelamento degli ovociti e sono al corrente del fatto che venga praticato in Italia.
Un ulteriore 18% lo conosce ma non ritiene non si pratichi in Italia, 4 su 10 non sanno se si pratica o meno in Italia e il restante 20% non lo conosce affatto. La predisposizione a ricorrere alla fecondazione assistita, nel caso ipotetico in cui si desiderasse avere un figlio e non si riuscisse ad ottenere una gravidanza in modo naturale, resta invariata rispetto allo scorso anno, con un 51% degli intervistati che vi ricorrerebbe.
Un dato interessante emerge riguardo la fecondazione eterologa: rispetto all’indagine svolta lo scorso anno, questa tipo di trattamento sembra aver avuto una crescita di propensione nel segmento della popolazione dei 25-44enni.