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Vaccine-day. Prime dosi allo Spallanzani. Le dichiarazioni delle istituzioni

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È arrivato, finalmente, il giorno del vaccino. Un giorno simbolico, con la somministrazione delle prime dosi per alcuni medici, infermieri, assistenti sanitari e residenti delle Rsa. Stamani allo Spallanzani i primi tre ad essere stati vaccinati in Italia: la professoressa Maria Capobianchi, l’infermiera Claudia Alivernini e l’operatore sociosanitario Omar Altobelli. Sono, poi, partite tutte le altre vaccinazioni in tutto il territorio nazionale.

Il ministro della salute, Roberto Speranza, dallo Spallanzani, annuncia: “Oggi è un giorno bello, è giusto che arrivi un bel messaggio a tutte le persone. Vediamo arrivare la luce del giorno ma abbiamo bisogno di resistere per alcuni mesi, serve ancora cautela e prudenza. A partire dalla prossima settimana abbiamo 470 mila dosi da Pfizer in arrivo, la scelta è di dare priorità al personale sanitario per noi fondamentale perché in prima linea contro la battaglia al Covid e poi le persone più anziane”.

Il Presidente della regione Lazio e segretario del Pd, Nicola Zingaretti, sempre dallo Spallanzani dichiara: “Oggi è una giornata di speranza, ma ci aspettano ancora mesi di una dura battaglia. Oggi è l’inizio di una fase nuova ma sarà lunga per ottenere dei risultati, perché andranno vaccinate milioni di persone”.

Il commissario straordinario all’emergenza Covid, Domenico Arcuri, ha spiegato: “Sappiamo che la strada è ancora lunga ma intravediamo il primo spiraglio di luce, pian piano riusciremo ad uscire da questa lunga notte. Oggi è davvero una bella giornata. Il vaccino è gratuito per tutti ma non obbligatorio, penso che gli italiani siano molto migliori di come proviamo a rappresentarli. Speriamo che nella calza della Befana arrivi l’autorizzazione del vaccino di Moderna. Facciamo il tifo perché anche gli altri quattro possano essere autorizzati”, ha sottolineato Arcuri.

Il premier Giuseppe Conte su Twitter ha aggiunto: “Oggi l’Italia si risveglia. E’ il Vaccine Day. Questa data ci rimarrà per sempre impressa. Partiamo dagli operatori sanitari e dalle fasce più fragili per poi estendere a tutta la popolazione la possibilità di conseguire l’immunità e sconfiggere definitivamente questo virus”.