Home Focus Discariche rifiuti tossici: il no del consorzio vino Valdorcia

Discariche rifiuti tossici: il no del consorzio vino Valdorcia

89
0

I territori dei vini Toscani non possono diventare discariche. Il progetto Sogin di creare un deposito di rifiuti nell’area dove nascono vini DOC e DOCG è inaccettabile e offende chi ha lavorato per creare lavoro, sviluppo sociale, salvaguardia ambientale e su cui sono stati fatti investimenti importanti

Il turismo: volano per città come Pienza e Trequanda. Accanto al dispiacere nel veder disprezzato un patrimonio culturale e ambientale ammirato in tutto il mondo c’è la preoccupazione della crisi dei sistemi produttivi agroalimentari e turistici già messi a dura prova dal Covid.  Fino a 50 anni fa questa area era molto povera ed è diventata una destinazione turistica di prima grandezza. Nei soli due comuni di Pienza e Trequanda, più direttamente interessate al progetto, ci sono 2.194 posti letto turistici e nel 2019 sono state registrate 212.000 presenze turistiche. Oltre un terzo degli occupati e del PIL deriva dal turismo.

Il patrimonio vitivinicolo di questa area. La Doc Orcia con oltre sessanta cantine e circa 300 mila bottiglie all’anno è considerata tra le emergenti denominazioni italiane e ha contribuito dal suo anno di nascita, il 2000, alla crescita della visibilità della zona interessata grazie non solo alla promozione e vendita di etichette in tutto il mondo, ma anche con eventi legati al vino di interesse internazionale, come l’Orcia Wine Festival.

La Valdorcia: una vetrina di eccellenze enogastronomiche italiane. Oltre ai prestigiosi vini, questa zona produce agroalimentare certificato con marchi DOP e IGP, in particolare Pienza è celebre da secoli per il cacio Pecorino ma in questa zona le eccellenze sono numerose: l’olio extravergine, ad esempio, alla cui antica produzione fa riferimento la produzione di orci di terracotta di Petroio, che affonda le sue radici nel Rinascimento. Oppure i tartufi bianchi delle Crete Senesi, lo zafferano, l’aglione (aglio gigante), i salumi e la carne di bue chianino.

Il gigante bianco che i romani usavano per le cerimonie religiose è l’animale da carne e da lavoro più grande del mondo, si origina in Valdichiana e proprio a Trequanda ha uno dei suoi maggiori allevamenti. Infine come detto il vino, l’area individuata da Sogin si trova infatti sulle colline a poca distanza dai territori di produzione dalle aree di produzione di grandi vini DOCG che avrebbero sicuramente un contraccolpo negativo. Tuttavia il maggiore danno andrebbe alla Doc Orcia al Chianti e all’IGT che sono prodotti nei comuni interessati al progetto cioè Pienza e Trequanda

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here