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Monopattino elettrico. L’associazione Borgogni accanto al sindaco per l’obbligo del casco dal 1 febbraio

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Già al momento della presentazione del ricorso al Tar delle società sharing dei monopattini elettrici abbiamo subito presa la posizione che non credevamo che si potesse arrivare a tanto. L’utilizzo di questi mezzi da interessanti per la mobilità stanno diventando i mezzi più odiati da gran parte dei cittadini. Non dovrebbero circolare nei marciapiedi se non ad una velocità a passo d’uomo. Ma che si trova alla guida di un monopattino elettrico si sente padrone della strada. Stessa cosa dei ciclisti quando viaggiano nei marciapiedi misti.

Ma ormai nella nostra città è completa anarchia. Tornado ai monopattini per i pedoni ma anche per le auto “non li senti arrivare alle spalle .Arrivano in modo silenzioso e te ne accorgi solo quando ti sfiorano”.

Nei paesi con maggiore coscienza dove che affitta i monopattini anche se non è obbligatorio OBBLIGANO l’uso del casco. Altrimenti non si possono utilizzare. Se vai in Olanda ti obbligano anche per le bici.

Vi ricordate quando fu inserito nel codice del casco obbligatorio per moto e scooter. Apriti cielo. “Non venderemo più un mezzo”. Così i negozianti.

Chi ha fatto il ricorso al Tar dovrebbe riflettere  e fare  un passo indietro perché qui si tratta cercare di cercare di limitare rischi per la salute.

L’Associazione Borgogni ha preso nettamente posizione 

– L’Associazione Gabriele Borgogni, con il patrocinio degli Avvocati Annalisa Parenti ed Edward Cheyne, affiancheranno il Sindaco Dario Nardella al TAR per sostenere il provvedimento che ha imposto l’uso obbligatorio del casco anche per i maggiorenni che utilizzano il monopattino.

“In Italia nel 2020 ci sono stati 123 sinistri stradali con monopattino elettrico, alcuni dei quali molto gravi ed un decesso – afferma Valentina Borgogni, Presidente dell’Associazione Borgogni -. Se si considera il numero ridotto dei monopattini in circolazione ed i lunghi periodi di lockdown che hanno caratterizzato il 2020, il dato è allarmante. Ecco perché l’Associazione Borgogni, che da anni lavora sul territorio in tema di sicurezza stradale, non può che sostenere con forza e determinazione il provvedimento che considera la vita, e quindi la sicurezza stradale, un bene comune da tutelare. Una tutela che deve necessariamente andare oltre agli interessi economici. Il numero crescente di monopattini sulle nostre strade ha portato a considerarli dei veri e propri mezzi di circolazione, ma nonostante alcune regole che li caratterizzano, vi è molta confusione ed anarchia nel suo utilizzo”.

L’Associazione Gabriele Borgogni sollecita anche sull’introduzione di un’assicurazione obbligatoria, esattamente come è già obbligatoria in Germania e in Francia. I monopattini elettrici dovranno anche avere una carta di circolazione, che ne attesti la conformità ai regolamenti tecnici nazionali e internazionali, e un manuale d’uso, ma per questi due requisiti è stata stabilita una moratoria di due anni che consenta ai costruttori di adattarsi agli standard fissati in materia.

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