Home News Monopattini:Tar Toscana boccia la delibera di Nardella sull’obbligo del casco. Ma il...

Monopattini:Tar Toscana boccia la delibera di Nardella sull’obbligo del casco. Ma il sindaco non molla

155
0

Ho letto con attenzione la sentenza del Tar ma non ho capito bene la motivazione in riferimento alle problematiche di sicurezza che sono una delle priorità di un sindaco. Non solo Ztl.  il conducente di un il monopattino non ha copertura nell’impatto. Il corpo è a diretto contatto con l’oggetto contro cui urta. Il Tar ha messo il digo nella piaga: doveva obbligarlo il ministero  l’uso del casco, come c’è in tutto il mondo. Dove i gestori dei monopattini in affitto OBBLIGANO CHI VUOLE UTILIZZARE IL MEZZO A CALZARE IL CASCO ANCHE SE NON OBBLIGATORIO. Pensiamo che Nardella abbia visto le statistiche degli incidenti per l’incolumità di chi guida. Bastava, da parte di chi ha liberalizzato l’uso  guardare le statistiche di quanti incidenti avvengono in Italia dopo il via libero all’uso dei monopattini. Forse il sindaco poteva mettere nella gara di appalto l’obbligatorietà del casco per chi prende in affitto un monopattino.

Piero Campani

Un incidente grave ogni tre giorni, sulle strade è allarme monopattini

I veri sconfitti sono Timove e Bit Mobility 

ll Tar Toscana ha annullato l’ordinanza del sindaco di Firenze Dario Nardella sull’obbligo di utilizzo del casco sui monopattini. Ai giudici amministrativi avevano fatto ricorso le due società che si sono aggiudicate la gestione dello sharing, ovvero Timove e Bit Mobility.

Come si legge nella sentenza “i generici riferimenti al potere di ordinanza contingibile ed urgente non valgono da soli a qualificare la natura dell’atto in quanto non trovano alcun riscontro in una concreta ed effettiva situazione di emergenza locale all’interno della sua motivazione”.
Ma il sindaco, giustamente,  non si ferma “Quando si parla di salute di salvare qualche vita non possiamo fermarci”. Giusto.

 “i generici riferimenti al potere di ordinanza contingibile ed urgente non valgono da soli a qualificare la natura dell’atto in quanto non trovano alcun riscontro in una concreta ed effettiva situazione di emergenza locale all’interno della sua motivazione”.

Un incidente grave ogni tre giorni, sulle strade è allarme monopattini (AGI)

“Secondo la costante giurisprudenza i provvedimenti con i quali si disciplina la circolazione sulla viabilita’ comunale” assumono “natura tipicamente gestoria ed esecutiva e, quindi, appartengono alla competenza dei dirigenti, e non del sindaco”. Si tratta peraltro, ecco uno dei passaggi piu’ significativi perche’ ribalta la questione sul tavolo nazionale, “di valutazione riservata al legislatore che non puo’ essere effettuata caso per caso dal giudice” anche “in ragione della delicatezza degli interessi coinvolti”.

«Ciò chiarito – si legge ancora nella sentenza – secondo la costante giurisprudenza i provvedimenti, con i quali si disciplina la circolazione sulla viabilità comunale, la modalità di accesso alla stessa ed i relativi orari, l’eventuale divieto per talune categorie di veicoli, i controlli e le sanzioni, ai sensi degli articoli 6 e 7 del Codice della strada, assumono natura tipicamente gestoria ed esecutiva e, quindi, appartengono alla competenza dei dirigenti, e non del sindaco, anche avendo riguardo all’assenza di qualsiasi presupposto di urgenza che potrebbe giustificare l’adozione di un’ordinanza contingibile ed urgente». «Ciò in quanto il riferimento al sindaco – viene spiegato – operato dalle norme del D.Lgs 285/92, a seguito del passaggio dei poteri di gestione dagli organi politici a quelli burocratici sancito dalle riforme amministrative degli anni 90, deve intendersi riferito alla dirigenza; soltanto i provvedimenti concernenti l’istituzione e la disciplina delle zone a traffico limitato sono attribuite alla competenza della giunta (o in caso di urgenza al sindaco) in quanto ritenuti dal legislatore di maggiore impatto per la collettività locale».

IL COMUNE DI FIRENZE. Perso il round al Tar, il Comune di Firenze non alza bandiera bianca: sull’obbligo del casco alla guida dei monopattini elettrici “ci attiviamo subito per andare avanti correggendo la procedura secondo le indicazioni del giudice”, assicura il sindaco Dario Nardella. Nel frattempo, sottolinea commentando la sentenza dei giudici che bocciano l’ordinanza di Palazzo Vecchio, “convochero’ i gestori dei servizi di noleggio per capire se ci sono le condizioni per una soluzione condivisa mirata a salvaguardare la sicurezza stradale e la vita delle persone, che viene prima di ogni cosa”. Il tribunale, aggiunge, “pur dando sostanzialmente atto che l’imposizione generalizzata del casco comporta una valutazione di interessi pubblici diversi da quelli strettamente legati alla mobilita’, ha tuttavia affermato che anche per una simile decisione la competenza abbia carattere gestionale e dunque spetti ai dirigenti”. Quindi l’amministrazione prende atto dell’interpretazione, anche se, osserva il primo cittadino, “la considerazione degli interessi pubblici in gioco”, come “l’incolumita’ pubblica e la salute dei cittadini, avrebbe potuto suggerire una soluzione diversa”.

L’amministrazione, ribadisce, e’ “per incentivare l’uso del monopattino, ma vogliamo che questo venga fatto nel rispetto di questi principi non negoziabili perche’ purtroppo i rischi sono dietro l’angolo, com’e’ confermato dal tragico evento che proprio oggi si e’ verificato a Genova, dove una donna su un monopattino ha perso la vita”.

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here