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2020 nero per lo spettacolo. Spesa al botteghino -77,6%

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La crisi legata alla pandemia ha messo a dura prova il settore dello spettacolo nel 2020. I primi dati dell’Osservatorio dello Spettacolo SIAE relativi allo scorso anno confermano le tendenze emerse dal periodo gennaio-giugno dell’anno scorso.
Gli eventi sono diminuiti del 69,29%, gli ingressi hanno subito un calo del 72,90%, la spesa al botteghino è scesa del 77,58% mentre la spesa del pubblico ha avuto una riduzione dell’82,24%.
Nei primi due mesi del 2020, quando ancora non era scattata l’emergenza sanitaria, gli spettacoli erano cresciuti del 3,38%, con un incremento degli ingressi del 15,49% grazie ad una grande partecipazione del pubblico.
Nel periodo dal 1° gennaio al 22 febbraio 2020 hanno riportato il più alto incremento in termini di eventi le mostre (+ 9,51%) ed il cinema (+6,75%), grazie anche all’uscita in sala del film “Tolo Tolo”. I concerti, invece, hanno registrato una timida crescita in termini di offerta (+ 1,21%) ma un forte incremento della spesa al botteghino (+26,54%).
Poi la chiusura da marzo a maggio, con una riapertura contingentata fino a ottobre, quando le nuove limitazioni hanno costretto a mettere di nuovo i lucchetti alle entrate di teatri, cinema e musei. Il prevedibile risultato: gravi perdite per il settore dello spettacolo e pesanti ricadute sui livelli occupazionali.
Nel 2020 sono stati solo 46.724 i locali che hanno organizzato almeno un evento a fronte dei 94.687 del 2019. Nonostante ciò, le riaperture del periodo estivo hanno fatto registrare una repentina risposta in termini di offerta, con un picco massimo degli ingressi nel mese di agosto (6.837.576). Tuttavia da settembre si è registrata una flessione degli ingressi, nonostante l’apertura e l’offerta di spettacoli.
Il cinema ha registrato una diminuzione del 70,86% degli ingressi e un calo della spesa al botteghino del 71,55%. Nel primo bimestre del 2020 l’attività era in crescita rispetto all’anno precedente grazie al successo di Checco Zalone con “Tolo tolo”, che con più di 7.000.000 di spettatori aveva mantenuto alti gli incassi in sala. Il periodo estivo ha segnato una ripresa dell’attività che è diminuita solo dal mese di ottobre.
Simili dati anche per il teatro, che ha perso il 70,71% degli ingressi rispetto al 2019 e ha riportato una riduzione del 78,45% della spesa al botteghino.
Per il settore musicale: i concerti hanno visto una contrazione dell’83,19% degli ingressi a cui corrisponde un crollo dell’89,32% della spesa al botteghino.
Lo sport: ingressi ridotti del 77,50% mentre la spesa al botteghino è diminuita dell’83,96% rispetto al 2019.

“La crisi sta facendo pagare un prezzo altissimo al settore dello spettacolo, di cui fanno parte quei creatori di felicità per la nostra collettività che sono i compositori e gli artisti della musica, del cinema, del teatro e della letteratura nonchè i lavoratori che ne supportano l’attività – ha detto il presidente SIAE Giulio Rapetti Mogol – La diffusione della cultura è essenziale non solo per l’economia italiana ma per la stessa qualità della vita e per questo rappresenta qualcosa di più di uno dei tanti settori da salvare nell’attuale situazione”.