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Anva: “Sì al diritto alla salute, no alle comunicazioni delle chiusure last minute”

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“Siamo pienamente d’accordo sul fatto che il diritto alla salute sia la priorità assoluta così come la battaglia nel combattere il virus e la sua diffusione in tutti i modi possibili. Comprendiamo meno i metodi che vengono adottati per raggiungere questo obiettivo, che alla fine colpiscono quasi esclusivamente il mondo delle imprese alle quali, prima viene chiesto di dotarsi di strumenti e comportamenti adeguati al rispetto delle norme di sicurezza per poter operare, poi, all’ultimo momento gli si comunica la chiusura”.
Così Maurizio Innocenti, Presidente regionale Anva-Confesercenti.

“Come Anva è questo che contestiamo, il non rispetto e considerazione da parte di Comuni, Regione e Governo verso la categoria degli ambulanti – che peraltro operano all’aperto – e comunque verso tutte le partite Iva. Un’ impresa non può sentirsi dire poche ore prima che deve chiudere: far impresa significa programmare ed investire oltre che tener conto dei diritti dei dipendenti. Considerato come alcuni amministratori locali già ad inizio settimana parlavano esplicitamente di un cambio di “colore” non capiamo perché la comunicazione della Regione sia arrivata verso fine settimana”.

Anva auspica come, a fronte delle chiusure, siano attivati immediati ristori o sgravi.

“Chiediamo quindi più rispetto e considerazione, ha poi concluso Innocenti, con comunicazioni più trasparenti e con più anticipo, che ci aiutino a continuare a fare impresa”.

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