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Dantedì: ‘ISBN Dante e Altre Visioni’, anteprima della mostra di Corrado Veneziano alla Biblioteca Nazionale Centrale di Firenze

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di Elisabetta Failla

Si apre con il Dante Dì il progetto pittorico di Corrado Veneziano dedicato al Padre della lingua italiana. La Biblioteca Nazionale Centrale di Firenze ospita infatti, dal 25 marzo al 23 aprile, nell’ambito del ricco calendario di iniziative dantesche previste dall’Istituto fiorentino per il 2021, l’anteprima di una più grande mostra che si aprirà a Roma, alla fine di maggio, al Conservatorio Nazionale di Santa Cecilia.

Per il suo ciclo pittorico di 33 opere di grande formato, dedicate alla Divina Commedia, Corrado Veneziano è l’unico artista vivente presente con una mostra personale nel programma ufficiale del Ministero della Cultura dedicato al 700° anniversario della morte di Dante Alighieri.

A Firenze saranno esposte tre opere, dedicate rispettivamente all’Inferno, al Purgatorio e al Paradiso, e che sintetizzano la sostanza di quella grande “architettura letteraria” che è la Commedia. Su ogni tela, 33 (o 34, per l’Inferno) linee che mimano gli ISBN delle “Divine Commedie” stampate in Italia negli ultimi anni: linee che possono sembrare graffi, cancelli, pilastri, colonne, prospettive, quinte teatrali. Su ognuno di questi codici, a creare una nuova connessione fra linguaggi, è riportato di volta in volta un verso tratto da ognuno dei Canti, spesso anche “tradotto” in Codice Morse. L’anteprima fiorentina, e poi la mostra integrale romana di maggio, sono arricchite dalla presenza di abiti dedicati a figure femminili della Commedia, realizzati appositamente, per l’occasione dalla stilista e costume designer Regina Schrecker.

L’anteprima fiorentina, e poi la mostra integrale romana di maggio, sono arricchite dalla presenza di abiti dedicati a figure femminili della Commedia, realizzati appositamente, per l’occasione, dalla stilista e costume designer internazionale, ma fiorentina d’adozione, Regina Schrecker.

Per la preview fiorentina Regina Schrecker ha scelto l’abito di Francesca da Rimini collocata da Dante Alighieri nel V canto dell’Inferno. Francesca il cognato Paolo Malatesta sono il simbolo dell’amore terreno, carnale. Per questo il loro amore struggente è inserito nel V Canto dell’Infero, quello dei lussuriosi. Ma la loro storia struggente, l’emozione del loro innamoramento durante la lettura del libro sulla storia di Lancillotto e Ginevra e la successiva scoperta del tradimento da parte del marito di Francesca e il finale tragico con l’uccisione dei due amanti tocca il cuore di Dante tanto da fargli perdere i sensi e cadere a terra di fianco alla sua guida, Virgilio.

“Ho immaginato una veste splendida, ricchissima nei tessuti adoperati ma adatta nel taglio essenziale e nei colori brillanti ma sobri ad una giovane donna sposata – ha spiegato la stilista Regina Schrecker – Ḕ liberamente ispirata al periodo storico vissuto da Dante, senza voler pretendere di essere un costume d’epoca”.

Francesca è raffigurata con un raffinato abito in seta rossa, maniche lunghe, doppie, con una sontuosa sottogonna, sempre in pesante seta, in colore contrastante di un verde scuro tendente al blu notte. Colori che da già soli rappresentano la passione, la speranza e la sacralità.

Nella mostra che si terrà a Roma, e che verrà presentata domani 26 marzo in Senato, oltre all’abito inspirato a Francesca da Rimini, La stilista ne proporrà altri due dedicati a Pia de’ Tolomei e, naturalmente, a Beatrice, la donna amata da Dante.

Come nota Niccolò Lucarelli, uno dei tre curatori del progetto, “la Commedia dantesca è un’opera di altissima poesia e una sorta di gran teatro del mondo, anche se visto attraverso lo specchio dell’aldilà. Corrado Veneziano, non nuovo ad avventure pittoriche con i grandi spiriti italiani, sceglie 33 versi, e in altrettante pitture ne amplifica la valenza semantica, avvolge di colore la ritmica poetica e, coniugando linguaggio scritto, linguaggio tecnico e linguaggio pittorico, indaga l’individuo nei suoi aspetti terreni e nel suo anelito d’infinito. Un anelito ben rappresentato dalle campiture scelte dall’artista, leggiadre e suggestive, che ricordano gli sfondi dei Primitivi senesi”.

Il progetto di Veneziano ha un fortissimo respiro internazionale, perché contestualmente, dal 25 marzo e fino a metà maggio, molteplici istituzioni culturali estere presenteranno in anteprima un’opera di Veneziano a tema dantesco: il Municipio di Los Angeles e la Galleria Nazionale di Lanzhou; l’Università Cattolica di Lublino, il Museo Statale Ossoliński di Breslavia,e il Teatro Nazionale di Bucarest; il Ministero degli Esteri di Algeri, la Fondazione Nicola Ghiuselev di Sofia e l’Università Statale di Siviglia; il Cercle K2 di Parigi, la Art-Imena Gallery di San Pietroburgo e la Fondazione della Camara de Comercio Italo-paraguaya di Asunción, che promuove la cultura italiana in Paraguay e in America Latina.

La selezione ospitata in Biblioteca Nazionale Centrale di Firenze, e dislocata in punti strategici dell’edificio, è visibile agli utenti – in considerazione degli ingressi contingentati per l’esclusivo utilizzo dei servizi e delle risorse della biblioteca – negli orari di apertura dell’istituto e nel rispetto delle misure di contrasto alla pandemia e di prevenzione del contagio da COVID-19.

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