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Governo. Scontro Letta-Salvini

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Scontri a suon di post su social e di dichiarazioni da parte dei segretari dei due partiti, che per il momento, rappresentano le antitesi del governo Draghi. Parliamo di Enrico Letta, segretario del Partito Democratico, e di Matteo Salvini, segretario della Lega.
Ha fatto molto discutere il voto contrario della Lega al decreto legge, che settimana scorsa è arrivato in parlamento. Voto contrario perché la Lega avversa il coprifuoco, che visto il parere positivo della maggioranza nel governo, è rimasto alle 22. La scelta dell’esecutivo, di cui la Lega fa parte, ha condotto il partito di Salvini a chiedere una raccolta firme per l’abolizione dello stesso.
Il segretario del Partito Democratico ha risposto con un post su Facebook: “Un partito di maggioranza che raccoglie firme contro decisioni del governo di cui fa parte. No. Così non va.”
Dai microfoni di RTL 102.5, stamani, Matteo Salvini risponde:
“Dal presidente della Repubblica, Mattarella, ci è stato chiesto un atto di responsabilità, per questo lavoriamo insieme al Pd. Oggi il presidente Draghi viene in Parlamento a presentare il Pnrr, noi ci stiamo lavorando giorno e notte, essere al governo significa partecipare al futuro del paese, a volte vinci le tue battaglie, a volte le perdi. Il coprifuoco è una scelta giusta? Secondo me no, è inutile massacro morale ed economico al paese, eliminiamo questo coprifuoco. La raccolta di firme che abbiamo promosso non è un’iniziativa partitica, serve a far capire che la gente ha voglia di libertà”.
E sulle varie critiche da ambo le parti, che riguardano in particolar modo il ministro della salute, Salvini commenta: “Prima rimettiamo in piedi il paese poi torniamo a dividerci. Alcune scelte, non scientifiche, del ministro Speranza non mi sono piaciute perchè sono scelte ideologiche non scientifiche. Mozione di sfiducia? Su una commissione d’inchiesta penso ci siano i numeri in Parlamento, sulla mozione no”. Salvini ha ricordato: “Quando mi hanno chiesto se fossi disponibile a stare in un governo che rilanciasse l’economia ho detto sì. Con 120mila morti l’ultima cosa che mi interessa sono i sondaggi e il consenso, però Letta non deve provocare quotidianamente”.
Interessante come il leader della Lega, prima dica di non dividersi e subito dopo attacchi il ministro Speranza. Si prevede che questo scambio di battute diventi sempre più frequente, dato che nessuno, al momento, ha intenzione di buttare giù l’esecutivo.