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Alta Scuola di Pelletteria Italiana: inseriti nelle aziende in stage 15 su 21 studenti del corso base

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A finanziare il corso con borse di studio per ogni partecipante è stata la Fondazione CR Firenze

Formarsi per poi lavorare in azienda subito dopo. Dei ventuno studenti formati al corso base di Pelletteria che si è svolto quest’anno, tra marzo e aprile, all’Alta Scuola di Pelletteria Italiana quindici sono stati inseriti in stage nelle aziende, due continueranno a seguire altri corsi formativi nel settore, quattro sono in attesa di risposta dai colloqui di lavoro fatti.

Il percorso formativo è durato 200 ore ed è stato finanziato con borse di studio dalla Fondazione CR Firenze. Il valore di tali borse di studio è stato di 1.440 euro ad abbattimento del costo del corso (2.440 euro, iva inclusa), pertanto la quota di partecipazione pagata dai partecipanti selezionati è stata di 1.000 euro (iva inclusa).

Destinatari del corso sono stati maggiorenni in cerca di prima occupazione, inoccupati, disoccupati, in mobilità dotati di abilità e predisposizione per il lavoro manuale. Hanno potuto capire l’utilizzo dei materiali, degli arnesi e dei macchinari per la lavorazione in pelletteria e acquisire conoscenze e competenze per l’esecuzione di tutte le fasi di lavorazione, fino alla costruzione completa di un prototipo. La metodologia didattica ha previsto spiegazioni e dimostrazioni pratiche seguite da esercitazioni singole e in gruppi di lavoro.

Dodici partecipanti hanno frequentato le lezioni presso i locali della scuola a Scandicci (in viuzzo del Piscetto) e nove presso quelli di Pontassieve (via Lisbona).

«Questo risultato è un bel segnale di come una formazione efficace e di qualità porti a un bagaglio di competenze utili nel mondo del lavoro – commenta Franco Baccani, presidente dell’Alta Scuola di Pelletteria Italiana – ma anche di come il rilancio del settore dopo mesi difficili sia in essere».

«Siamo davvero molto lieti – dichiara il Direttore generale di Fondazione CR Firenze Gabriele Gori – che un numero così alto di allievi abbia trovato uno sbocco professionale e in tempi così rapidi. E’ anche un segno di ottimismo per un comparto che sta soffrendo moltissimo a causa della pandemia ed è la conferma di aver compiuto una scelta giusta nel sostenere esperienze come quella dell’Alta Scuola’».

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