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Giornata internazionale contro l’omobitrasfobia. Mattarella “La violenza spinge verso fanatismi inaccettabili”

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Oggi è il 17 maggio, ovvero la Gioranta internazionale contro l’omofobia, la bifobia e la transfobia. Cosa significano queste sigle e perché si festeggia oggi?

Il 17 maggio del 1990 l’Organizzazione Mondiale della Sanità eliminava l’omosessualità dalla lista delle malattie. È stato necessario attendere molto di più per l’eliminazione del transgenderismo dalla lista delle malattie, ma anche questa è avvenuta nel 2019. La giornata internazionale si festeggia oggi per celebrare tale ricorrenza, in modo da sensibilizzare a un comportamento e ad atteggiamenti più integranti nei confronti di tutti.

Le sigle significano: paura e odio nei confronti di omosessuali, bisessuali (coloro che hanno orientamento sessuale sia verso gli uomini che verso le donne), e nei confronti delle persone transgender.

Per l’occasione il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha oggi pubblicato una nota in cui afferma:

“La Giornata internazionale contro l’omofobia, la transfobia e la bifobia è l’occasione per ribadire il rifiuto assoluto di ogni forma di discriminazione e di intolleranza e, dunque, per riaffermare la centralità del principio di uguaglianza sancito dalla nostra Costituzione e dalla Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea”.

“Le attitudini personali e l’orientamento sessuale non possono costituire motivo per aggredire, schernire, negare il rispetto dovuto alla dignità umana, perchè laddove ciò accade vengono minacciati i valori morali su cui si fonda la stessa convivenza democratica – aggiunge -. La società viene arricchita dal contributo delle diversità. Disprezzo, esclusione nei confronti di ciò che si ritiene diverso da sè, rappresentano una forma di violenza che genera regressione e può spingere verso fanatismi inaccettabili. La ferita inferta alla singola persona offende la libertà di tutti”.

“E purtroppo non sono pochi gli episodi di violenza, morale e fisica che, colpendo le vittime, oltraggiano l’intera società. Solidarietà, rispetto, inclusione, come ha dimostrato anche l’opera di contrasto alla pandemia, sono vettori potenti di coesione sociale e di sicurezza”, conclude il capo dello Stato.

Quest’anno il 17 maggio ha un valore simbolico ancora più grande: quello di sensibilizzare la società civile al ddl Zan, che cerca di aggiungere alle minoranze già incluse nella legge Mancino quelle legate all’orientamento sessuale, all’identità di genere e alle persone con disabilità.