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“Sale Blu” La direzione comunica che saranno aperte

admin
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Missione compiuta. L’eco mediatico causato dal comunicato dei giorni scorsi secondo il quale le recentemente restaurate “sale blu” degli Uffizzi sarebbe rimaste chiuse per il periodo natalizio a causa di scarsita del personale ha dato i suoi frutti. Ad aprire le danze è stata una dichiarazione del direttore di Confcommercio Federico Cassi che metteva a disposizione gratuita vigilantes dell’azienda secur&secur al museo fiorentino per presidiare le zone che non necessitavano di competenze tecniche consentendo così una riorganizzazione del personale. Su queste basi è arrivato da poco un comunicato del direttorie della Galleria Antonio Natali che annuncia che le Sale Blu saranno visitabili durante il periodo natalizio. “Vorrei che si prendesse consapevolezza che un numero maggiore di sale comporta un numero maggiore di personale anche in vista della riapertura della sala Niobe che avverrà in data 21 dicembre” afferma rivolto a chi di dovere “ringrazio comunque confcommercio e chiunque si sia messo a disposizione del museo, sono cose che fanno bene al cuore”

 

LA NOTIZIA DI IERI DELLA CHIUSURA

Notizie del genere lasciano basiti. Firenze, la culla del rinascimento, una città dove l’arte è in primissimo piano e una delle mete mondiali che attrae il maggior numero di tursti all’anno brancola nel buio quando arriva ad organizzare le proprie risorse. I lavori “urgenti” per la ristrutturazione e l’installazione dell’impianto climatico nella sale Blu degli Uffizzi sono terminati, ma la sovraintendenza afferma che tali sale rimarranno chiuse per il periodo natalizio per carenza di personale. Assurdo che dopo aver speso una cifra maggiore per avere le sale pronte il prima possibile si dichiari di non avere disponibile il personale necessario a renderle agibili al pubblico. ”Io e il soprintendente – ha dichiarato il direttore degli Uffizi, Antonio Natali – abbiamo piu’ volte fatto presente il problema ai vertici del Ministero per i Beni e le Attivita’ Culturali. Purtroppo le risposte che abbiamo ottenuto finora non sono state risolutive; in attesa che cio’ avvenga, auspico una decisiva attenzione nei confronti delle esigenze e delle priorita’ del primo museo d’Italia, perche’ vorremmo scartare l’ipotesi che ogni nuova sala inaugurata rischi subito di diventare una nuova sala chiusa”

 Gian Luca Caramelli

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