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Salone dei Cinquecento : Il modello biodinamico come miglior esempio di “agricoltura gentile”

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Oggi sabato 3 luglio

Il modello biodinamico è stato scelto per rappresentare il miglior esempio di “agricoltura gentile”, in occasione del primo Festival dell’Italia Gentile in corso a Firenze, fino a domenica 4 luglio. Ne parlerà Carlo Triarico, presidente dell’Associazione per l’Agricoltura Biodinamica, con un intervento sull’agricoltura del futuro, alla conferenza “Butterfly effect: la Natura gentile”, moderata da Alessandro Lo Presti, responsabile delle relazioni istituzionali Gabinetto del presidente della regione Toscana. L’appuntamento è per sabato 3 luglio alle 15, nel Salone dei Cinquecento a Palazzo Vecchio, piazza della Signoria.

 

“Il sistema agroalimentare è estremamente debole rispetto alle sfide della contemporaneità, servono agricoltura e tecnologie dolci e gentili per creare una infrastruttura agricola diffusa capillarmente a livello internazionale”, spiega Triarico che parteciperà all’evento insieme Daniel Lumera, promotore del movimento Italia Gentile, Massimiliano Ossini, conduttore televisivo e Andrea Mati, garden designer. La kermesse designa il capoluogo toscano come “Città Gentile”, e approfondirà il tema della gentilezza nei più diversi ambiti, compreso il rapporto con la natura, la salute, l’alimentazione, l’economia e non solo.

 

“La crisi planetaria ci suggerisce un recupero della prassi della bellezza nella convivenza, dove una città che risponde con gentilezza alle sfide del nuovo millennio possa guardare all’agriecologia come a un’agricoltura di solidarietà  – sottolinea Triarico -. La collaborazione tra Associazione per l’Agricoltura Biodinamica, Comune di Firenze e altre istituzioni, ha consentito di valorizzare l’impegno di giovani provenienti da casi di disagio minorile nel recupero di aree dismesse della città, come ad esempio il giardino verticale alla Leopolda o le aiuole di piazza Beccaria. Il rispetto e la tutela delle risorse, con interventi sociali e culturali di questo tipo volti alla formazione proattiva, possono dunque essere la chiave per costruire un futuro fondato sulla gentilezza”.

 

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