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Mps-Unicredit: il Pd ‘chiama’ Franco in Parlamento, Giani punta i piedi

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L’accelerazione dell’operazione Unicredit-Mps – con l’apertura delle trattative con il Mef da parte dell’istituto milanese per acquisire un perimetro della storica banca toscana – irrompe nella campagna elettorale per il seggio di Siena alle suppletive per la Camera, dove il Pd schiera il segretario Enrico Letta.

Siena non è infatti solo sede del Monte Paschi, ma secondo molti la città è la banca stessa. Il Pd – temendo che gli esuberi creino una frattura con la banca che per decenni ha avuto un fitto dialogo proprio con il mondo della sinistra italiana – chiede una discussione in Parlamento, mentre il presidente della Regione, Eugenio Giani, punta i piedi: “Non se ne fa niente senza coinvolgere il territorio”.

“Auspichiamo che il ministro Franco venga a riferire alle commissioni competenti di Camera e Senato in ordine a eventuali operazioni riguardanti Mps, come tra l’altro previsto dall’art 1, comma 243, della Legge di Bilancio per il 2021. È indispensabile che il Parlamento venga coinvolto nelle sue sedi opportune”, dicono in una nota congiunta le presidenti dei gruppi Pd di Camera e Senato, Debora Serracchiani e Simona Malpezzi. “Riteniamo indispensabile che il governo – azionista di maggioranza di Mps – discuta in Parlamento le ragioni dell’operazione e le prospettive della banca e avvii immediatamente un confronto con le organizzazioni sindacali e le istituzioni territoriali interessate”, spiegano Antonio Misiani, responsabile Economia della segreteria Pd, e Simona Bonafè, segreteria del Pd Toscana.

Ed è proprio un coinvolgimento diretto del territorio nella vicenda la richiesta del presidente Giani, che non ci sta a essere escluso dal tavolo che dovrà decidere il futuro dell’istituto. “Vedere il Monte Paschi Siena inghiottito da Unicredit con una trattativa che salta il territorio e non considera il patrimonio di un Istituto che è capillarmente radicato nel Centro Italia, ma presente nell’intero Paese, non è accettabile – ammonisce – s’impone un tavolo di confronto con coinvolga le forze sociali, i sindacati dei lavoratori, la Regione, il Comune e la Provincia di Siena”. E insiste: “La Regione ed enti locali devono essere messi, con tempestività, a conoscenza degli elementi concreti di una proposta che potrebbe portare alla perdita di migliaia di posti, di un know-how di eccellenza e un marchio storico unico”.

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