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Firenze. Caprioli in aumento. Gli agricoltori temono per i raccolti

Lorenzo Ottanelli
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Ci sono troppi caprioli nelle campagne attorno a Firenze. Negli ultimi 5 anni in provincia il numero è cresciuto del 30%. Le segnalazioni degli agricoltori parlano di campi di grani antichi andati distrutti. Così come i grappoli d’uva di interi vigneti mangiati per dissetarsi, in particolare da metà agosto, quando iniziano a maturare gli acini.

Sandro Orlandini, presidente della Cia-Agricoltori Italiani, denuncia: “l problema degli ungulati e animali selvatici non è una novità. Negli ultimi anni, oltre all’emergenza cinghiali, dobbiamo fare i conti con il proliferare dei caprioli, meno cacciati e quindi fuori controllo. I nostri agricoltori ed allevatori sono esasperati, così non è possibile andare avanti”.

Franco Marzi, titolare dell’azienda agricola I Fossati di Certaldo, racconta di una situazione insostenibile: “Mentre per i cinghiali c’è un ottimo mercato nella ristorazione locale, per la carne di capriolo non c’è, non interessa, e così i cacciatori non sparano ai caprioli”.

“I caprioli passano a branchi di 30 capi. Il grano viene calpestato e ciò che rimane viene terminato dai cinghiali. È urgente aprire un tavolo con la Regione Toscana”.

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