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Dante in Jazz’, lo spettacolo di Alessandro Calonaci insieme al chitarrista Giulio Stracciati con i costumi di Regina Schrecker

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Dante in Jazz è lo spettacolo musicale dedicata all’infermo dantesco e realizzato da Alessandro Calonaci insieme al chitarrista Giulio Stracciati che andrà in scena domani, 14 settembre, a Firenze sul sagrato della chiesa di San Filippo Neri (piazza San Firenze) dalle 19 alle 20.

La serata è uno degli appuntamenti della kermesse “Estate con Creati-Vita: Dante uno di noi” promosso dall’Associazione Culturale Creati-Vita e inserito nel programma dell’Estat Fiorentina alla quale parteciperà anche ispirato la stilista e costume designer internazionale, ma fiorentina d’adozione, Regina Schrecker con i sui abiti inspirati a tre figure femminili forse più contemporanee della Divina Commedia di Dante Alighieri: Francesca da Rimini, Pia de’ Tolomei e Beatrice

I tre abiti erano già stati esposti con successo alla Biblioteca Nazionale Centrale di Firenze lo scorso 25 marzo per Dantedì e poi dall’8 giugno al 14 luglio scorsi presso i magnifici Porticati del Conservatorio di Musica Santa Cecilia a Roma tra le opere di Corrado Veneziano dedicate all’opera del Sommo Poeta nella mostra ISBN Dante e altre Visioni. Dal 28 luglio fino alla fine di agosto, invece, a Castiglion Fiorentino un’altra “occasione dantesca”, la rilettura in chiave anche musicale dell’Inferno della Divina Commedia grazie al progetto “Atlante poetico della Toscana – Viaggio con Dante nei borghi e nelle cittàdi Giorgio Zorcù e Dimitri Frosali con la collaborazione scientifica di Marco Signori, ha consentito di ammirare questi tre bellissimi abiti di Regina Schrecker.

Durante lo spettacolo, improntato sulla “ricerca della giusta via” che Dante affronta con Virgilio, verranno proposti alcuni canti che saranno presi in considerazione attraverso un ideale linguaggio drammaturgico e che sono i più drammatici e famosi della cantica e segneranno il viaggio fino alle estreme conseguenze all’interno del mistero dell’animo umano.

In questa proposta il filo conduttore è lo smarrimento che attanaglia Dante in quel preciso momento della sua vita e dalle miserie umane sia descritte nei caratteri dei peccatori condannati alle fiamme eterne, sia evocate dalla sua intima ricerca di vendetta.  D’altra parte come il Purgatorio è la cantica della richiesta di perdono e il Paradiso quella dell’elevazione a Dio, l’Inferno è quella delle vendette. Le dinamiche musicali del Jazz mescolate ai versi di Dante eleveranno, in un gioco estremamente passionale, la drammaticità dei gironi infermali.

 “Questi tre abiti sottolineano l’importanza e l’ammirazione che Dante ha dedicato alle donne, spiega Regina Schrecker – già allora destinatarie di ingiuste coercizioni e a quell’Amore ‘che tutto redime, riscatta, trasforma’. Tre figure contemporanee, quindi, che rappresentano le ingiustizie e le sofferenze, ma anche i pregiudizi che le donne affrontano da sempre: dal matrimonio combinato già da bambine, alla convivenza forzata e vissuta in solitudine una volta sposate, fino alla terribile violenza, che spesso finisce in femminicidio, come nel caso di Pia dei Tolomei e in quella, abbinata all’assassinio, di Francesca da Rimini. Beatrice – conclude la stilista – forte dal suo ruolo di protettrice di Dante e simbolo di resilienza, forza morale e rettitudine, si mostra tranquilla nel suo abito etereo che assomiglia a una nuvola baciata dal sole”.

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