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Paralimpici, a Firenze la premiazione degli atleti toscani

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Una giornata di festa ed emozioni, per tutto il movimento paralimpico toscano. Questa mattina, al Palagio di Parte Guelfa, si è svolta la cerimonia di consegna delle onorificenze sportive paralimpiche, organizzata dal CIP Toscana. A ricevere i riconoscimenti (medaglie al valore atletico, palme e stelle al merito) sono stati 24 tra atleti, tecnici e dirigenti particolarmente meritevoli, che con il loro impegno hanno contribuito a diffondere, promuovere ed onorare il movimento paralimpico nella regione. Per l’occasione sono stati assegnati anche 16 premi agli atleti e tecnici toscani che hanno partecipato alla Paralimpiadi di Tokyo e che, con le loro imprese, hanno contribuito a portare alla Toscana 4 medaglie (1 oro, 1 argento, 2 bronzi).
Tra le personalità presenti il Sindaco di Firenze, Dario Nardella e il presidente ANCI Toscana, Matteo Biffoni. La giornata è stata un’occasione per sottolineare l’importanza del movimento paralimpico, inteso come una vera e propria ricchezza sociale per il territorio. Fin dalla sua nascita il Comitato Paralimpico della Toscana si è posto l’obiettivo di cambiare la percezione della disabilità. In questi anni sono state tante le difficoltà affrontate ed altrettanti i risultati ottenuti sul campo, grazie soprattutto al contributo di dirigenti, tecnici, volontari e alla sinergia con gli altri enti impegnati sul territorio. Da sottolineare, inoltre, l’importanza degli atleti toscani nel giocare un ruolo determinante in qualità di ‘ambasciatori’ del movimento, per promuovere le discipline paralimpiche e stimolare persone di disabilità ad avviare una pratica sportiva.
“Siamo molto felici di poter consegnare queste onorificenze – ha spiegato il presidente del Comitato Paralimpico della Toscana, Massimo Porciani. – Dobbiamo essere orgogliosi di vedere quanto sia cambiata la percezione dello sport paralimpico negli ultimi anni. Finalmente si guarda agli atleti disabili come sportivi in tutto e per tutto e non come persone che hanno una disabilità. Essere protagonisti di questo successo è una grande soddisfazione perché rappresenta l’inizio di un percorso che ci porterà lontano”.

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