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Autolinee Toscane parte lunedì, carente di mezzi

Lorenzo Ottanelli
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Partirà lunedì prossimo, il 1 novembre, il servizio unico regionale di trasporti di Autolinee Toscane. Il prezzo sarà armonizzato in tutto il territorio della regione: nei capoluoghi l’urbano sarà a 1,50€, 1,20€ per le città maggiori, mentre per le altre corse si dovrà vedere la propria fascia chilometrica.

Un biglietto unico, quindi per armonizzare tutto il sistema dei trasporti. Per acquistare gli abbonamenti sarà necessario essere in possesso della tessera sanitaria o di un codice fiscale che verrà fornito dall’agenzia dell’entrate, nel caso in cui si sia non residenti in Italia. Questo perché non ci saranno tessere aggiuntive e di conseguenza diventa anche più difficile scordarsi l’abbonamento a casa. L’unico onere per il cittadino è registrarsi sul portale di Autolinee Toscane: Autolinee Toscane – Home (at-bus.it). Sul portale sarà possibile vedere tutti gli orari e sarà disponibile un’applicazione per monitorare e gestire il proprio abbonamento o i propri biglietti per i bus.

Tuttavia, Autolinee Toscane si trova ad affrontare un problema, la carenza di mezzi. L’azienda, infatti, dovrà in un primo momento noleggiarne 62 per rispettare le corse e gli orari. Questo perché molti bus mancano di manutenzione. Un onere in più per la gestione del servizio pubblico. Autolinee Toscane sta finalizzando l’acquisto di 28 mezzi, che diventeranno parte della flotta già da novembre, ma non alla partenza del servizio. Da dicembre, quindi, saranno in servizio 90 mezzi in più rispetto agli attuali.

Il presidente di At precisa che “Per l’1 Novembre possiamo contare su 2.545 bus, ma per svolgere tutti i servizi previsti ne servono 2.607. Nonostante la situazione ereditata faremo di tutto per garantire il servizio”.

“Sappiamo che ogni subentro comporta delle difficoltà. Dobbiamo fare i conti oltre che con la carenza e la vetustà dei mezzi (età media dei mezzi: 12 anni), anche con carenze di personale, di informazioni insufficienti e trasmesse in ritardo, di difficoltà dovute alle compatibilità tra le diverse tecnologie usate dagli attuali gestori (22aziende)”.

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