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«La casa di Pier Paolo Pasolini non sia messa all’asta»: l’appello delle Case della Memoria al sindaco di Roma

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«La casa di Pier Paolo Pasolini dev’essere tutelata». Anche l’Associazione Nazionale Case della Memoria, che mette in rete 87 case museo in 13 regioni italiane, si mobilita per la prima casa romana di Pasolini che sarà messa all’asta il prossimo 17 dicembre. Nell’appartamento in via Giovanni Tagliere, nel quartiere di Rebibbia a Roma, Pasolini ha vissuto nei primi anni ’50 e qui hanno visto la luce i personaggi di ‘Ragazzi di vita’.

Un luogo di memoria e di cultura, adesso di proprietà privata, in cui nel 2013 avrebbe dovuto nascere una Casa internazionale della Poesia. E che adesso rischia invece di scomparire. L’Associazione Nazionale Case della Memoria, anche come membro dei comitati tematici internazionali Iclcm (International Committee for Literary and Composers’ Museums) e Demhist (International Committee for Historic House Museums), si unisce quindi al coro di voci che chiedono di salvaguardare un luogo legato a doppio filo al ricordo del poeta, scrittore, regista.

«Come associazione nata per tutelare i luoghi che hanno ospitato i Grandi personaggi – spiega Adriano Rigoli presidente dell’Associazione Nazionale Case della Memoria -, non possiamo che esprimere il nostro rammarico all’idea di veder andare perduto un bene prezioso come la casa che custodisce un pezzo di vita di Pier Paolo Pasolini. Auspichiamo che ne venga riconosciuto il valore storico e culturale e che si agisca per tutelarla: sarebbe un grande atto civico anche in vista del 2022, anno del centenario della nascita di Pasolini».

«Alla base del nostro lavoro c’è proprio la volontà di far passare il messaggio che la casa in cui ha vissuto una personalità del calibro di quella di Pasolini, non rappresenta solo un bene materiale ma racchiude un enorme valore intangibile – aggiunge Marco Capacciolivicepresidente dell’Associazione Nazionale Case della Memoria -.  Per questo chiediamo al Comune di Roma e alla Regione Lazio di fermare l’asta e aprire un dialogo costruttivo, per dare a questo luogo la chance di una nuova vita, restituendolo alla comunità».