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Covid oggi Europa, quarta ondata e contagi: tra lockdown, coprifuoco e regola 2G

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La quarta ondata Covid con i contagi in aumento continua a spaventare l’Europa dove la situazione, come in Asia centrale, “è molto grave. Ci attende un inverno impegnativo”. Così su Twitter Hans Kluge, direttore dell’Organizzazione mondiale della sanità per la regione europea. I Paesi stanno tentando di arginare la pandemia tra lockdown, coprifuoco e regola 2G. Ma le previsioni non fanno ben sperare. “Possiamo aspettarci che gli ospedali saranno sotto stress per i ricoveri in 25 Paesi e per le terapie intensive in 49 dei 53 Paesi” della regione europea “tra oggi e il 1 marzo 2022”. Non solo. “Si prevede che i decessi cumulativi segnalati raggiungeranno oltre 2,2 milioni entro la primavera del prossimo anno, sulla base delle tendenze attuali” è l’allarme lanciato ieri dall’Organizzazione mondiale della sanità per l’Europa.  

“La scorsa settimana, i decessi segnalati a causa di Covid-19 – ha elencato l’Oms Europa – sono aumentati a quasi 4.200 al giorno, raddoppiando dai 2.100 decessi al giorno alla fine di settembre. Nel frattempo, i decessi segnalati cumulativi per il virus hanno superato la soglia di 1,5 milioni per i 53 Paesi di questa regione. Oggi, Covid-19 è la prima causa di morte in Europa e in Asia centrale, come riportato dall’Institute for Health Metrics and Evaluation”.  

C’è poi la questione dell’uso delle mascherine. “Oggi solo il 48% dei residenti nella regione indossa una mascherina quando esce di casa” ha rimarcato l’Oms Europa. Gli esperti dell’Organizzazione mondiale della sanità ricordano come un recente studio abbia stabilito che “l’uso della mascherina riduce l’incidenza di Covid del 53%”. Quindi, se a oggi “si raggiungesse una copertura dell’uso delle mascherine del 95% della popolazione, si stima che entro il primo marzo 2022 si potrebbero prevenire oltre 160mila decessi”, ha sottolineato l’agenzia.  

VON DER LEYEN – “Molti Stati membri stanno affrontando una nuova ondata” di Covid-19, ma “siamo in una situazione migliore” rispetto all’anno scorso “grazie alla vaccinazione. I dati mostrano che la possibilità di ammalarsi gravemente, di finire in ospedale o di morire è molto più bassa” se si è pienamente vaccinati, ha rimarcato la presidente della Commissione Europea Ursula von der Leyen, intervenendo nella plenaria del Parlamento Europeo a Strasburgo. Von der Leyen ha citato “Spagna e Portogallo” come esempi, perché nella Penisola Iberica è vaccinato “tra l’80 e il 90% della popolazione adulta” e, quindi, “il rischio di morte è fino a 40 volte minore rispetto ai Paesi” membri che hanno i tassi di vaccinazione “più bassi”. Siamo di fronte, ha concluso, a una “pandemia dei non vaccinati” e “la vaccinazione resta la priorità”.  

GERMANIA – Di fronte al vertiginoso aumento dei casi di contagio in Germania, alcuni Laender hanno annunciato ieri l’introduzione della regola delle 2G, l’adozione del coprifuoco e il ricorso alla didattica a distanza. Il governo regionale di Berlino, ha reso noto la Dpa, ha concordato il ricorso alle restrizioni imposte con la regola delle 2G, che limita l’accesso agli esercizi commerciali al dettaglio ai soli vaccinati o guariti, fatta eccezione per i negozi che vendono beni di prima necessità e le farmacie. Il governo di Amburgo ha deciso di estendere la stessa norma ad alberghi, teatri e cinema. “Sopprimeremo la frequenza obbligatoria nel settore scolastico”, ha annunciato la titolare dell’Istruzione nel Land del Brandeburgo, Britta Ernst, spiegando che molti genitori non vogliono che i figli frequentino visto l’aumento dei casi. Nel NordReno Westfalia, si applicherà la regola del 2G plus, ossia l’ingresso in discoteche e club ai soli vaccinati o guariti in possesso di un recente test negativo. La Turingia va oltre e chiude club, bar e discoteche, vieta i mercatini di Natale e da oggi impone un coprifuoco a partire dalle 22 per il settore della ristorazione e tra le 22 e le 5 per i non vaccinati, ai quali si applicheranno inoltre norme restrittive nei contatti. Lo ha reso noto la titolare della Salute del Land, Heike Werner. 

La Germania ha segnato un nuovo record del tasso di incidenza settimanale dei contagi da Covid: secondo il Robert Koch Institute, ieri ogni 100mila abitanti sono stati registrati 399.8 casi, contro i 312.4 del giorno precedente. Sono stati 45.326 i nuovi contagi e 309 i morti, per un totale rispettivamente di 5.430.911 contagi e 99.433 decessi dall’inizio della pandemia. 

OLANDA – Di fronte al dilagare dei contagi di Covid-19, l’Olanda torna a imporre l’obbligo di mantenere una distanza sociale di 1,5 metri, che era stato abolito a settembre. I trasgressori saranno puniti con una multa di 95 euro, ha comunicato il ministero della Giustizia annunciando la nuova misura. Negli ultimi sette giorni in Olanda sono stati registrati circa 154mila contagi, il 40% in più dei sette giorni precedenti, il livello di crescita più alto dall’inizio della pandemia. L’incidenza supera gli 880 contagi per 100mila abitanti su sette giorni. Gli ospedali sono al collasso e molti sono costretti a cancellare gli interventi chirurgici. Al momento vi sono 2.540 pazienti Covid ricoverati, di cui 488 in terapia intensiva. L’obbligo di distanza di 1,5 metri non vale nei luoghi pubblici dove si entra solo con il Green pass – come ristoranti, cinema e musei – dal parrucchiere e sui trasporti pubblici. Ai primi di novembre il governo ha già imposto un lockdown parziale con la chiusura dei negozi alle 18 e di ristoranti e supermercati alle 20. Nei luoghi chiusi è obbligatorio indossare la mascherina.  

FRANCIA – In Francia l’ultimo bollettino riporta 30.454 contagi e 84 morti. I dati del martedì spesso segnano una risalita, dopo i numeri più bassi del lunedì dovuti alle minori registrazioni del weekend. Ma va sottolineato che martedì scorso il bollettino riportava 19.778 contagi. E intanto salgono i ricoveri: negli ospedali vi sono 8.338 pazienti Covid (300 in più) di cui 1.455 in terapia intensiva. Sul fronte dei vaccini, il 75,2% della popolazione ha ricevuto due dosi di vaccino e 5.824.035 hanno avuto anche la terza dose.  

REPUBBLICA CECA – La Repubblica Ceca sta valutando l’imposizione dell’obbligo del vaccino anti Covid sopra i 60 anni e per alcune categorie professionali. “Si tratta della fascia d’età a maggior rischio”, ha detto il primo ministro uscente Andrej Babis, spiegando che l’obbligo vaccinale per i senior è stato suggerito dalla commissione sanitaria che consiglia il governo. L’annuncio arriva mentre il Paese è alle prese con una grave ondata di Covid, che ha portato l’incidenza su sette giorni a 1.029 contagi ogni 100mila persone. Il ministero della Sanità, ha detto Babis, sta lavorando al progetto di legge, che obbligherà ad immunizzarsi anche lavoratori della sanità, poliziotti, militari e pompieri. Il premier ha invece escluso per ora la proclamazione dello stato d’emergenza. 

SLOVACCHIA – La presidente della Slovacchia Zuzana Caputova ha chiesto al governo di imporre immediatamente un lockdown generale come nella vicina Austria per far fronte al dilagare dei contagi di Covid-19. “Siamo il peggior Paese del mondo per il numero di contagi rispetto alla popolazione. Gli ospedali sono al limite delle capacità e devono limitare le cure. Il personale sanitario è esausto e implora il nostro aiuto. Ma invece di ringraziamenti ottiene minacce e insulti”, ha detto Caputova in un appassionato discorso dopo la visita ad un ospedale a Bratislava. La scelta del lockdown è ingiusta verso chi è vaccinato, ma purtroppo non c’è scelta, ha sottolineato. L’intervento di Caputova arriva mentre il Paese di 5,4 milioni di abitanti ha registrato 6.739 nuovi contagi e 66 morti. Negli ospedali sono ricoverati 3.182 pazienti Covid. Solo il 47% della popolazione ha ricevuto due dosi di vaccino. Caputova non ha il potere d’imporre il lockdown, ma è il politico più popolare del Paese e le sue parole hanno un peso. Finora la coalizione di quattro partiti che governa il Paese non è riuscita a imporre misure decise contro il contagio. 

SVIZZERA – La situazione attuale in Svizzera sul fronte del Covid-19 “è critica e le prospettive sfavorevoli”. A lanciare l’allarme è stato Patrick Mathys dell’ufficio federale della sanità pubblica (Usp), secondo il quale “tutti gli indicatori si muovono nella direzione sbagliata”. Tanja Stadler, presidente della task Force Covid-19 svizzera, ha avvertito che a metà dicembre la situazione della pandemia potrebbe essere simile a quella dell’Austria, dove le autorità hanno ora imposto il lockdown. L’Ufsp ha registrato in Svizzera 6.354 nuovi contagi, 18 decessi e 95 ricoveri. Sull’arco di due settimane, il numero totale di infezioni è 62.894. I casi per 100.000 abitanti negli ultimi 14 giorni sono 722,14. Solo poco più del 65% degli abitanti della Svizzera è vaccinato con una doppia dose. Sia Mathys che Stadler hanno esortato la popolazione a vaccinarsi, indossare la mascherine e rispettare le distanze.  

GRAN BRETAGNA – In Gran Bretagna sono stati registrati 42.484 nuovi contagi e 165 morti per complicanze da Covid. Lo hanno riferito le autorità sanitarie locali, sottolineando l’aumento importante rispetto alle 45 vittime per complicanze da coronavirus del giorno prima.